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20 giugno 2014

Ponte Milvio: non solo lucchetti

Uno dei luoghi più romantici del cinema italiano vanta anche una storia importante per l’antica Roma e per il mondo cristiano. Scopriamola insieme.

Ponte Milvio, non solo lucchetti

Il ponte degli innamorati. Dopo il film “Ho voglia di te”, di Federico Moccia, Ponte Milvio viene oggi ricordato così. Con “lucchetti d’amore” appesi ai lampioni che lo circondano. I lucchetti delle coppie che iniziarono a imitare i protagonisti della pellicola. Come un’onda inarrestabile, questa moda si divulgò a tal punto che, nel 2007, il  lampione del ponte preso per primo di mira crollò a causa del peso del metallo. A seguito dell’accaduto, il comune di Roma si mobilitò per trovare una soluzione e decise, pochi mesi dopo, di installare dei pilastri alle quali poter appendere i “lucchetti dell’amore”. Aumentando di anno in anno a dismisura, finirono per essere appesi ovunque ci fosse posto. La situazione diventò insostenibile e nel 2011 si decise di rimuovere gli ammassi di ferraglia che contribuivano a creare una non più adeguata sicurezza al ponte più antico di Roma.

Insomma, una storia che ha dell’incredibile se si pensa a quante altre ne ha subite in passato “Ponte Mollo”, così chiamato dai romani. Parliamo infatti di uno dei ponti più antichi della capitale, testimone muto di tanti episodi della storia romana. Realizzato prima in legno e poi in muratura, Ponte Milvio deve il suo nome al magistrato Molvius che lo fece costruire. Nella storia di Roma faceva capo a strade consolari quali Flaminia, Cassia, Clodia e Veientana. Ponte Milvio è importante non solo per i romani ma anche per il Cristianesimo. Fu infatti qui che Costantino, primo imperatore cristiano, a seguito della visione della Croce in cielo “In hoc signo Vinces”   alla vigilia della battaglia (312 d.C.) da lui vinta, strappò il titolo imperiale a Massenzio. Dopo diverse ricostruzioni e restauri in quanto porta d’accesso a Roma da nord, “ponte Mollo”, venne dotato in entrambe le estremità di due gruppi scultorei. Furono grandi scultori a lavorare al progetto: Giuseppe Valadier per opera di papa Pio VII e Domenico Pigiani sotto papa Pio XI. Dopo la costruzione del Ponte Flaminio dal 1978 fu chiuso al traffico veicolare.

Ponte Milvio vanta una storia millenaria che merita una tappa per le curiosità che rendono la sua storia interessante e affascinante. Nella sua piazza, protetta dalla chiesa della Gran Madre di Dio, oggi i romani si rifugiano per un po’ di fresco con un calice di buon vino in mano alla fine di una giornata di lavoro. Una piacevolezza speciale, un senso di benessere che si prova solo stando sulle panchine che si affacciano sul Tevere. Sarà proprio quest’ultimo che, data la vicinanza alla piazza, dona a Ponte Milvio un’atmosfera magica.

 




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