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20 giugno 2014

Orto sinergico: una pianta aiuta l’altra

Come coltivare rispettando le piante e nutrendo il terreno

orto_EVIDENZA

Negli ultimi anni, sono stati inventati metodi alternativi per fare tutto. Anche l’orticultura non è stata esente da questo principio di rinnovamento. Tra le tante tecniche innovative, spesso nate più per intuizione che con una solida base scientifica, c’è quella dell’agricoltura sinergica, cioè, una tecnica di coltivazione secondo la quale piante di specie diverse vengono coltivate una accanto all’altra, vivendo in simbiosi e aiutandosi a vicenda.

La tecnica è nata in Provenza grazie all’iniziativa di un’agronoma spagnola, Emilia Hazelip, che cercava dei metodi di coltivazione più vicini alla natura. Al suo caso, facevano gli scritti di un agronomo giapponese, Fukuoka, che teorizzava il non intervento dell’agricoltore e un approccio più rispettoso nei confronti delle piante all’agricoltura.

È così che nascono orti che mescolano specie diverse, con le leguminose incaricate, per esempio, di fornire al terreno le basi azotate di cui ha bisogno per essere concimato, con fiori che si occupano di allontanare gli insetti più dannosi e con aiuole leggermente rialzate e irrigate a goccia, così da consentire un naturale sviluppo delle radici.

I sostenitori di questo sistema sono convinti che questo sistema restituisca alla terra più di quanto le venga tolto per coltivarla. Per quanto non sia del tutto intuitivo, è quanto sostengono i sostenitori di questa tecnica che, a loro sostegno, portano degli studi che sarebbero stati condotti dall’Università del Galles del Sud, in Australia.

Intanto, nel corso degli anni, sono nati dei corsi che permettono a tutti di avvicinarsi a questa tecnica, anche in Italia e, forse, in un momento di crisi (anche ambientale) come questo, ogni contributo è utile. Sperando di leggere, un giorno, gli studi di Alan Smith dell’Università del Galles del Sud.




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