26 giugno 2014
Il Castello di Masino, il labirinto e la mostra dei fiori
Uno splendido parco ottocentesco con centinaia di varietà di fiori e piante. Un labirinto dove perdersi. Ma soprattutto un castello senza tempo. Sembra la trama di una fiaba, invece è realtà.
Come si può descrivere, in poche parole, un luogo nelle cui mura sono passati oltre mille anni di storia? Storia del Piemonte e dell’Italia intera. Semplicemente non si può. Il Castello di Masino è un luogo prezioso. Una reggia da fiaba immersa nel verde di un parco maestoso.
Venne costruito nell’undicesimo secolo per volere della famiglia Valperga. Le sue mura dominano il panorama del Canavese. Una posizione strategica che permetteva il controllo sull’intero territorio: da Ivrea alla Valle d’Aosta. Teatro di scontri. Battaglie. Nella seconda metà del XVI secolo viene distrutto dai francesi e ricostruito nelle sembianze attuali. La storia di queste terre è narrata attraverso le sue numerose stanze, i saloni affrescati e arredati in stile settecentesco. Tutto è come allora: le camere per gli ambasciatori, i salotti e gli appartamenti di Madama Reale.
Il castello è circondato da un vastissimo parco ottocentesco. E’ qui che si trova il Labirinto di Siepi. Uno dei punti di maggiore interesse di questa tenuta. Tipico dei giardini “all’ italiana” della seconda metà del 1700, comprende più di duemila piante di carpini che si estendono in mille metri di siepi. Il secondo più grande d’Italia per estensione. Il labirinto inteso come luogo mistico. Come sfida dell’uomo alla natura. Un intreccio tra psicanalisi e architettura. Tutto ancora percettibile camminando all’interno dei suoi vicoli.
All’interno del suo parco il Fai organizza ogni anno la nota mostra-mercato di fiori e piante. Evento cult per esperti, appassionati e amanti della natura e di giardinaggio. Oltre 160 vivaisti italiani e stranieri. Il pubblico può scoprire nuovi ritrovati per il giardino e l’orto passeggiando tra gli stand per conoscere le moltissime specie floreali e arboree esposte nel castello.
Non solo. Il palazzo comprende anche le scuderie settecentesche e il museo delle carrozze. 12 antichi esemplari conservati nel palazzo costruiti dai più famosi fabbricanti di carrozze italiani come i Goggia, Cesare Sala e Giuseppe Panigoni di Torino.
Photo Credit: Instagram





