01 agosto 2014
Alghe tossiche: come riconoscerle e dove trovarle
L'alga Ostreopsis Ovata da settimane infesta i litorali del Bel Paese. Ma niente paura: i sintomi si curano con gli antistaminici
Tutti al mare e torna l’emergenza alghe tossiche. Sembra infatti che, indipendentemente dalla località, il mar Mediterraneo abbia diversi litorali intasati da questi inusuali “abitanti”. Al momento sembra che le coste più colpite siano quelle del Sud del Bel Paese, in particolare Sicilia e Puglia, ma l’ARPA, l’Agenzia Regionale per le Acque, continua il monitoraggio per aggiornare continuamente la mappa delle spiagge a rischio.
I sintomi causati ai bagnanti dalle alghe sono rinite, prurito, bolle sulla pelle, vesciche e, nel peggiore dei casi, difficoltà respiratorie e senso di nausea, accompagnati a volte da una leggera febbre. Insomma, nulla di grave. Ad oggi i casi più rilevanti sono stati riscontrati a Mondello, nel Salento e nelle vicinanze di Palermo. In tutti i casi si è trattato di reazioni allergiche verosimilmente collegabili al contatto con le suddette alghe.
L’alga più comune, che al momento infesta le nostre coste, è l’Ostreopsis Ovata che tipicamente si attiva con il caldo estivo e con la sporcizia che si accumulata sotto la sabbia, quando non viene debitamente smaltita prima dell’inizio della stagione. Sicuramente però, un altro dei fattori che ha influito sulla sua proliferazione è la cattiva depurazione delle acque, fenomeno che interessa specialmente le parti più urbanizzate dei litorali, e allo scarico in mare di acque reflue che, anche quando vengono depurate, aumentano la quantità di nutrienti in acqua. Tutto ciò ha anche causato il divieto di balneazione in molti punti turistici.
Quest’alga si presenta in forma di schiuma opaca sulla superficie del mare, con una consistenza gelatinosa, oppure come una sorta di pellicola scura sugli scogli e sul fondo. In ogni caso, sconsigliamo l’allarmismo: i fastidi si curano semplicemente con gli antistaminici.