17 giugno 2014
Selfie della gleba, gli autoscatti dai luoghi più belli d’Italia
Viaggiare in nel nostro Paese offre sempre spunti per delle fotografie mozzafiato. Anche se, a volte, il risultato non è all'altezza dello scenario immortalato.
Se l’Italia è soprannominata “Il Bel Paese” un motivo c’è. È sinceramente imbarazzante selezionare dei selfie scattati dalle nostre parti perché si rischia di escludere qualche città, qualche attrazione. Eppure, tutti (proprio tutti) non riescono a resistere e girano lo smartphone, sorridono, scattano e condividono sui social network. Twitter e Instagram sono letteralmente intasati da post che recitano #selfie affiancato dal nome di una città italiana.
E non c’è estrazione sociale, nazionalità che tenga. Letteralmente, chiunque vuole immortalare il momento in cui è stato in uno dei nostri luoghi simbolo sparsi lungo la Penisola. Turisti, cittadini, ognuno vuole un ricordo da condividere con il mondo. Potenza del XXI Secolo.
Ed ecco che spuntano turisti americani che si fotografano dal Ponte di Rialto, italiani che sorridono davanti al Ponte Vecchio, studenti che immortalano la Mole Antonelliana. Vogliamo scordarci del mare? Di Capri, delle Cinque Terre? Tanto struggente è la bellezza di quei posti che i moderni viaggiatori decidono di decorarli con un loro sorriso da bimbominkia, nel migliore dei casi.
Stendhal, probabilmente, molto probabilmente, è svenuto, passando sotto il Colosseo. Goethe, passando per i Fori Imperiali, avrebbe fatto incetta di reperti da riportare a Weimar. I loro “eredi” danno le spalle al Colosseo, dicono “cheese” e scrivono #instagood #roma oppure, ancora, #solocosebelle.
È vero che il romanticismo è morto e che se qualcuno provasse a portarsi via un sassolino dai Fori rischierebbe una sequela di insulti in romanesco da parte delle guardie. Tuttavia, c’è qualcosa che accomuna i viaggiatori dell’Ottocento a quelli del Duemila ed è il fatto che, prima o poi, tutti passano dalla nostra Penisola. Perché se non hai visto l’Italia, non hai visto ancora niente.





