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20 giugno 2014

Jean-Michel Basquiat e i graffitti diventarono arte

L'artista di Brooklyn, pupillo di Andy Warhol, che ha portato i murales dalle pareti dei palazzi a quelle delle gallerie.

Jean-Michel Basquiat

E’ riuscito a portare i graffiti dai muri delle strade a quelli delle gallerie d’arte. La leggenda della street art, amico di Andy Warhol e Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, in brevissimo tempo è diventato uno degli artisti più richiesti del newyorchese, ma in altrettanto breve tempo la droga ha segnato il suo declino e anche la sua morte, avvenuta a soli 28 anni.
Tutto inizia negli anni ’60 a Brooklyn, New York, dove Jean-Michel è nato e dove fin dall’età di 4 anni dimostra interesse per l’arte e il disegno supportato da sua madre la quale, spesso, lo accompagna al Moma o al Metropolitan Museum. A 16 anni inizia a frequentare una scuola per ragazzi dotati a Manhattan e proprio in quegli anni fa amicizia con Al Diaz. Proprio con lui inizia a disegnare sui muri delle strade di New York con la firma Samo e diventata presto celebre nell’underground della Grande Mela. Ma è all’età di 18 anni che fa l’incontro che gli cambierà la vita: quello, in un ristorante di Soho, con Andy Warhol, al quale Jean-Michel vende alcune sue opere. Basquiat inizia quindi a frequentare posti come il Mudd Club, locali in cui si ritrovano gli artisti più famosi della città. E’ qui che conosce Keith Haring che sarà suo amico per il resto della vita e Madonna, con la quale avrà una breve relazione sentimentale. Ma sarà Andy Warhol il suo maestro, è lui che sponsorizzerà maggiormente i suoi dipinti, caratterizzati da immagini infantili, rozze, e lo aiuterà a raggiungere una fama mondiale. Presto, però, Basquiat diventa schiavo della droga che provoca in lui disturbi psichici e attacchi paranoici. Nel 1987, il colpo di grazia: la morte di Warhol lo spinge in un tunnel senza fine che lo porterà all’autodistruzione fino a che, un anno dopo, morirà per un’overdose di eroina.
Un genio, unico nel suo genere, non a caso Andy Warhol lo prese sotto la sua ala. Soprannominato il “James Dean dell’arte moderna” perché proprio come l’attore americano la sua stella ha brillato presto ma la sua vita è stata troppo breve.




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