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18 agosto 2014

Il kitsch e il neo-pop nelle sculture “leggere” di Jeff Koons

L'artista americano è ai vertici dell'arte Pop mondiale. Scopriamolo insieme

Tulips

Jeff (Jeffrey) Koons è considerato uno degli artisti più eclettici e importanti del panorama artistico mondiale. È una vera e propria icona Neo-Pop, principale erede di Andy Warhol. Ultimamente ha esposto Hanging Heart a Venezia, opera venduta all’asta per oltre 23 milioni di dollari, ha decorato una Bmw e partecipato alla cover dell’album Artpop di Lady Gaga.

È particolarmente famoso per il suo matrimonio con Ilona Staller, con cui ha avuto un figlio di nome Ludwig. Il matrimonio è durato pochissimo, ma Koons ha potuto realizzare molte opere ispirate alla moglie, come la serie Made in Heaven con opera che rappresentano un utopico ritorno all’innocenza dell’Eden, dell’uomo antico, un viaggio dell’umanità e della società globalizzata verso un equilibrio lontano dal consumismo.

Nella sua arte vuole mettere a nudo il lato kitsch del nostro rapporto con le cose, oggetti non più funzionali ma che son divenuti i nostri nuovi e veri idoli. Desidera comunicare con tutte le classi sociali, non soltanto con gli intellettuali, parlando a tutti della vita di ogni giorno. Per realizzare questo ha usato tantissime tecniche (scultura, pittura, installazioni, fotografia) e differenti materiali (plastica, gonfiabili, marmo, oggetti, metalli) e ha proposto opere di tutti i generi, dalle sculture botaniche Puppy, agli oggetti di uso quotidiano, come gli aspirapolvere in The Pre-New e in The New, palle da basket, poster della Nike, soprammobili come il celebre coniglietto di plastica gonfiabile Rabbit, e il busto di Luigi XIV.

Gli oggetti quotidiani sono decontestualizzati, esposti al pubblico come oggetti d’arte, isolati dalla funzione pratica, oggetti non da usare ma da contemplare, sospesi nell’acqua distillata, ad esempio, per trasmettere un’idea di equilibrio che Koons cercherà sempre nella sua produzione artistica. Ha utilizzato molto la tecnica dei collage, lasciando spazio per esprimersi anche ai suoi collaboratori. Ha ripreso l’idea della bellezza delle statue antiche, ha richiamato la poetica del maestro Pop Andy Warhol con la serie Hulk Elvis.

La sua produzione è arrivata fino al livello del Post Human: sempre il desiderio del ritorno adamitico con un’accezione ulteriore della liberazione dei propri limiti, soprattutto grazie allo sviluppo tecnologico, per reinventarsi, sia nella vita, sia nell’arte. Lo stesso Koons ha sempre cercato di modificare il proprio pensiero e la propria opera nella sua vita e viceversa, non più per un’estetica e una poetica intese alla Oscar Wilde, ma in maniera post-umana.




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