04 luglio 2014
Citylife: storia e realtà del progetto che cambierà Milano
A Citylife, il progetto di riqualificazione della zona dell'ex Fiera di Milano, hanno lavorato archistar come Zaha Hadid e Daniel Libeskind. Grattacieli, parchi e case di lusso, ma a causa degli enormi ritardi le polemiche non mancano
Una città nella città, il quartiere del futuro. Il progetto “Citylife”, cui hanno partecipato archistar del calibro di Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Arata Isozaki, ha come obiettivo la riqualificazione della zona dell’ex Fiera di Milano. Citylife in realtà è il nome della società controllata dal Gruppo Generali che fa capo al progetto, approvato nel 2004 e avviato tre anni dopo. Doveva essere concluso tra il 2015 e il 2016, ma i troppi ritardi hanno spostato la data di fine lavori al 2023.
Torri, grattacieli, un museo di arte contemporanea, piste ciclabili, parchi e l’area pedonale più grande di Milano. Sulla carta un progetto all’avanguardia con abitazioni d’élite dall’aspetto futuristico, residenze esclusive dotate di ogni comfort. Il progetto, però, è stato al centro dell’attenzione della stampa per i suoi ritardi e problemi, la cancellazione del museo, tra presunte irregolarità e ricorsi all’Antitrust, che non hanno fatto altro che alimentare accuse e polemiche. I detrattori del progetto infatti criticano la scelta di costruire appartamenti “per ricchi” e un hotel di lusso all’interno della Torre Libeskind.
Di recente, però, la società Citylife ha segnato un punto a suo favore dopo che l’Antitrust ha deciso di non multarla. Alcuni acquirenti delle nuove case (venduta a una media di circa 8.500 euro al metro quadro), supportati da Federconsumatori, avevano infatti deciso di ricorrere all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato accusando Citylife di pubblicità ingannevole. La società avrebbe pubblicizzato sul suo sito web una situazione diversa da quella reale: in sostanza i possessori dei nuovi appartamenti invece che affacciarsi su un parco, si sono ritrovati dei cantieri aperti come paesaggio, a causa degli enormi ritardi nei lavori. L’Antitrust, però, ha deciso di “assolvere” Citylife e ha disposto nuove misure a tutela degli acquirenti. Insomma, i lavori avanzano, seppure a rilento, e anche le polemiche non si fermano.