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18 agosto 2014

Petra, la città di pietra rosa tra le montagne della Giordania

Questo gioiello incastonato nella pietra è una delle 7 meraviglie del mondo moderno e una meta imperdibile dei viaggi Medioriente

Petra

Petra è una città unica al mondo: scolpita nella roccia, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco ed è una delle 7 meraviglie del mondo moderno. La zona circostante è un parco nazionale archeologico. Si trova 250 chilometri a sud di Amman, capitale della Giordania, tra le montagne vicine al Mar Morto.

Il suo nome deriva dal greco petra e il suo nome semitico era la Variopinta, attestato, ad esempio, nei manoscritti di Qumran. Petra è stata anche utilizzata, ultimamente, come set di svariati film, tra cui Indiana Jonese L’ultima crociata, Transformers – La vendetta del caduto e Mission to Mars per la singolare somiglianza con luoghi marziani.

Solo nel 1812 venne riscoperta anche per il mondo occidentale e per gli appassionati di archeologia, grazie alle esplorazione condotte dallo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che scoprì questa zona e le cavità montane, ospizi per le famiglie beduine nomadi nel deserto fino a epoca recente.

L’ingresso più caratteristico è quello che attraversa una lunga e profonda fessura tra le rocce. All’uscita di questo tunnel, lo sguardo rimane folgorato dalla bellezza di uno dei monumenti più belli, il Khasneh al Faroun, la cui facciata è profondamente incisa nella roccia. Le numerose facciate intagliate nella pietra sono riferibili, per la massima parte, a sepolcri. L’accumulo di piccoli granelli di sabbia ha portato a una roccia resistente e insieme facile scavare, perfetto per organizzare case o tombe.

Bellissima la policromia delle arenarie, che va dal rosso all’ocra, al giallo, al bianco. Petra è, ancora oggi, raggiungibile solamente a piedi o a cavallo. La posizione e la disponibilità di acqua ne fecero un luogo propizio allo sviluppo e alla prosperità. Petra fu infatti la capitale del popolo dei Nabatei, abbandonata già nell’VIII secolo a causa della decadenza dei commerci e a causa di numerosi terremoti che hanno completamente danneggiato i monumenti e la città nel 363, nel 419, nel 551 e nel 747.

Grazie all’acqua del Siq, i Nabatei avevano organizzato un sistema idrico con cisterne a cielo aperto e sotterranee, circa 200 soltanto sul monte Umm al-Beira, “Madre delle cisterne”, simile a quello della Roma antica.




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