23 dicembre 2015
Mauritius: cosa vedere e quando andare nell’isola dalle acque turchesi
Un'ampia scelta di cose da fare in vacanza, tra un bagno al mare, passeggiate in montagna e gite nella capitale Port Louis
Mauritius è un’isola a est del Madagascar, situata sotto l’equatore e bagnata dalle acque turchesi dell’Oceano Indiano. Il periodo migliore per fare tappa in questo paradiso terrestre è l’estate locale, che va da novembre ad aprile, con temperature comprese tra i 23 e i 33 gradi e un tasso di umidità che tocca il picco massimo tra dicembre e marzo. Dunque l’alta stagione alle Mauritius, corrisponde ai nostri mesi invernali. Ma l’isola ha un clima favorevole tutto l’anno, dunque nulla vieta di partire anche in altri periodi. Questo territorio offre l’opportunità di scegliere tra diverse cose da fare, per cui i turisti non rischiano di annoiarsi.
Il mare è circondato dalla Barriera Corallina, è dunque un posto perfetto per chi ama le spiagge e vuole rilassarsi sdraiandosi lungo i 330 chilometri di coste, bianche, soffici, con tanto di palme. Per chi ama gli sport acquatici e adora fare immersioni il divertimento è assicurato. È anche possibile seguire il passaggio di delfini e balene, ammirando questi animali a bordo di un’imbarcazione. Port Louis, la capitale dall’anima multiculturale, è perfetta per lo shopping ed è il luogo ideale in cui acquistare gioielli, vestiti e artigianato locale.
Grand Bassin, luogo sacro, meta di pellegrinaggio per la comunità Hindu, è un lago naturale nato sul cratere di un vulcano spento. Qui gli induisti vengono a pregare e a offrire doni alle divinità che sono rappresentate dalle colorate statue a bordo lago. Chamarel, con le sue Terre Colorate, è un luogo che merita una visita: le dune assumono varie sfumature di colore che vanno dal viola al giallo, passando per l’azzurro e il rosa. La diversa fusione di minerali e metalli fa cambiare, infatti, la loro tonalità costantemente. Il momento migliore per apprezzarne i colori è il mattino presto. La Morne è la montagna simbolo della fine della schiavitù: dalla sua cima alcuni schiavi si buttarono in mare, preferendo morire piuttosto che finire in mano agli inglesi. Oggi è Patrimonio dell’Umanità.






