26 novembre 2014
Burnout, cos’è e come evitarlo
Quando si "brucia fuori" per aiutare gli altri
Il burnout è una sindrome da carico eccessivo di stress per un periodo prolungato di tempo in soggetti che svolgono le helping professions, professioni d’aiuto (assistenti sociali, infermieri, medici, psicologi, psichiatri, etc.) Il rischio di tali figure è quello di sovraccaricarsi di un duplice stress: quello personale dovuto al senso di responsabilità nei confronti della propria mansione e quello delle persone aiutate. La tensione si può trasformare attraverso un logoramento psicofisico in una vera e propria patologia, per cui vengono a mancare le energie e si accumula troppa ansia, tanto da arrivare a “bruciare fuori” (da cui il termine inglese burnout), con una manifestazione esteriore evidente.
Il burnout si manifesta con una insoddisfazione continua e un profondo senso di frustrazione dovuti anche al coinvolgimento emotivo nelle problematiche delle persone da assistere. Ci si sente incapaci di trovare le giuste soluzioni, con ricadute anche gravi nella sfera personale e familiare, fino a sviluppare vere forme di depressione. Una strategia di difesa inconscia dei soggetti colpiti può essere una apparente indifferenza che serve a prendere le distanze dalla realtà lavorativa. La ricerca medico-sanitaria si sta orientando negli ultimi anni verso lo studio di questo fenomeno proprio per cercare di prevenirlo e di evitare l’innescamento delle sue dinamiche che comportano effetti negativi sugli operatori, scarsa efficienza dei servizi e smarrimento nelle persone. Una buona strategia per combatterlo è cercare di concentrarsi sulle conquiste positive raggiunte e di focalizzare l’attenzione sulle azioni quotidiane concrete volte a svolgere la propria professione, a prescindere dalle circostanze. Nel caso in cui ci si sente incapaci di superare il blocco, è opportuno chiedere aiuto, per poter tornare ad assistere gli altri con una energia rinnovata.