24 luglio 2014
Che tu sia per me il coltello: una corrispondenza che apre il cuore
Una storia d'amore, di amicizia, di rabbia e frustrazione. David Grossman racconta un amore emozionante e romantico
“Myriam, tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi. A dire il vero ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo, ma adesso mi sono arreso. Ti ho vista l’altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in disparte, forse non potevi vedermi. Qualcuno ha pronunciato il tuo nome e alcuni ragazzi ti hanno chiamato “professoressa”. Eri con un uomo alto, probabilmente tuo marito. È tutto quello che so di te, ed è forse già troppo. Non spaventarti, non voglio incontrarti e interferire nella tua vita. Vorrei piuttosto che tu accettassi di ricevere delle lettere da me”
Questa storia comincia così. Con una lettera, cui ne seguiranno molte altre. Una lunga corrispondenza epistolare tra due perfetti sconosciuti darà inizio a un’intensa e inusuale storia d’amore. A raccontarla è David Grossman, uno degli autori più brillanti nel nostro tempo.
“C’è un filo rosso che guida e incrocia i nostri destini e ci porta ad amare a prima vista lo sconosciuto che è nella nostra vita da sempre!”
Un libro intimo, in cui le parole sono il mezzo e il fine. Una storia tenera, delicata, con sfumature immaginarie e seduttive. Due anime, due vite, due storie così lontane, eppure così vicine. Due mondi uniti dalle parole e dalla fantasia che, sin dal principio, prende il sopravvento sul reale.
Una storia non vissuta nel quotidiano, basata quasi sull’illusione. Un rapporto comunque profondo. A volte amore, a volte amicizia, a volte rabbia, frustrazione. Grossman riesce a mescolare sogno e realtà. Unica protagonista: l’Anima.
“Amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso”
Foto Credits: Emanuela Comito, Figura Umana, 2009