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14 giugno 2015

Champagne, quali sono le terre e le uve delle migliori bollicine

Ecco i famosi distretti dello Champagne, terre delle bollicine frizzanti

il vino frizzante più conosciuto al mondo

Lo Champagne, da sempre sinonimo di Francia, a differenze di tanti altri vini, può vantare un inventore preciso, cioè l’abate benedettino Dom Pierre Pérignon.

Universalmente conosciuto sin dal Medioevo, apprezzato da monarchi, principi e presidenti, questo vino particolarmente frizzante usato in grandi occasioni, prende il nome da una regione nordorientale della Francia, la zona dello Champagne, ma è alla Linguadoca che si deve il particolare metodo di vinificazione che gli conferisce originalità, versatilità e le famose bollicine.

Senza introdurre noiosi metodi enologici vi portiamo a scoprire questo incantevole lembo di terra nel Nord della Francia che accoglie la Via dello Champagne, uno degli itinerari più incantevoli dell’Europa occidentale, se non uno dei più suggestivi.

Al momento si posso distinguere quattro distretti di produzione: le Montagne de Reims, famose per il Pinot Nero, la Vallée de la Marne, terra del Pinot Meunier, la Cote des Blancs, da cui provengono i famosissimi Chardonnay e Blancs de Blancs e, l’ultima, ma non meno importante, la Cote des Bars, terra di produzione di un Pinot Nero particolarmente corposo.

Parliamo di oltre 320 crus (comuni, vigneti, zone di produzione) che compongono la A.O.C. Champagne, di cui però solo 17 sono giudicati all’altezza di portare la denominazione Grand Cru 100%, i vip degli champagne, composti quasi sempre da uve bianche, nere o millesimali, cioè provenienti da un’unica vendemmia.

Lo Champagne Grand Cru viene esclusivamente elaborato da uve provenienti da un vigneto classificato al 100% della scala qualitativa; questi grappoli sono di nobile origine, molto ricercati, e rappresentano i futuri imbottigliati delle più prestigiose marche.




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