20 giugno 2014
Mart di Rovereto e Man di Nuoro, l’arte agli estremi d’Italia
Scopriamo insieme storia e segreti dei due più significativi musei d'Italia di arte contemporanea
Il Mart di Rovereto e il Man di Nuoro sono due delle realtà più interessanti del panorama artistico italiano.
Due musei così distanti geograficamente e pur così vicini nello stile, nel tentativo di ricreare spazi e occasioni che celebrino l’arte contemporanea del Bel Paese, coniugando le esigenze espositive con quelle di laboratorio di produzione artistica.
Il Mart di Rovereto
Il Mart è il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Al suo interno custodisce una collezione molto ricca: dal Futurismo alla Pop Art, passando per l’Arte Povera e al Realismo, fino ai linguaggi più recenti della contemporaneità. L’edificio in cui ha sede il museo, opera dell’architetto Mario Botta e dell’ingegnere roveretano Giulio Andreolli, ospita ben 3000 opere di Fortunato Depero, donate dall’artista stesso alla città, insieme a quelle di altri esponenti futuristi come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini, Enrico Prampolini e Tullio Crali. A queste si aggiungono preziose acquisizioni del calibro di Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alighiero Boetti e Mario Schifano.
Non mancano infine artisti internazionali come Salvador Dalì, Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Dana Schutz, Kara Walker e molti altri.
Il Man di Nuoro
Altro centro di eccellenza, sorprendente e innovativo, è il Man di Nuoro, realtà museale anch’essa votata all’arte contemporanea. Il museo si configura come un sistema diffuso, capace di intervenire come mediatore tra gli artisti, i visitatori e la città. Espone oltre 200 opere di prestigiosi maestri sardi del XX secolo, tra i quali Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Francesco Ciusa, CarmeloFloris e Costantino Nivola, insieme all’unica raccolta di disegni e ceramiche di Salvatore Fancello e del corpus grafico dell’opera di Giovanni Pintori.
Mart e Man sono due luoghi meritevoli di visita, che aspirano a valorizzare l’immenso patrimonio d’arte italiano che contraddistingue tutto il nostro Paese, da nord a sud. Due realtà che creano un ponte tra i luoghi che li ospitano e le opere contenute al loro interno, lasciando i visitatori senza fiato.





