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11 luglio 2014

Il giovane Holden: ritratto di un ribelle

Ripercorriamo insieme uno dei grandi capolavori della letteratura del novecento. Il racconto dell' anima ribelle di un giovane in cui, ancora oggi, molti ragazzi si riconoscono.

Salinger, autore del "Giovane Holden"

“Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa … Ma non mi metto certo a farvi la mia stupida autobiografia o non so cosa”.

Eccolo, uno dei romanzi più famosi di tutti i tempi, scritto da J.D. Salinger nel 1951. Sono trascorsi solo quarant’anni dall’uscita in Italia ma quei tormenti, così come vengono raccontati da Salinger dialogando con i più giovani, sono ancora vivi nei nostri giorni.

Holden è giovane, ribelle ed anticonformista. Un ragazzo come tanti, Holden Caulfield, figlio di una ricca famiglia di New York, con la sua aria scocciata, insofferente alle ipocrisie, lui e la sua “infanzia schifa” e le “cose da matti che gli sono capitate verso Natale”, dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. Avendo preferito non dire niente ai suoi genitori, Holden vaga per la metropoli, dove vive diverse esperienze.

Durante il suo viaggio si abbandona a diverse riflessioni: pensa al mondo degli adulti, un mondo a lui completamente oscuro; pensa alle donne, all’ipocrisia e alla falsità dei rapporti sociali e, soprattutto, ironizza sui suoi vecchi compagni e su quel mondo dove lui si trova “stretto”. Racconta, con leggerezza, gli episodi della sua vita ma riesce a comunicare in modo profondo stati d’animo e situazioni. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. E va in scena con tutti i suoi pensieri, il suo umore rabbioso.

Tanti i personaggi che Holden incontra nel suo percorso. Confessa che gli mancano tutti quelli che ha conosciuto, con  i quali ha interagito. Resta così attaccato al suo passato. Per Salinger raccontare è un modo per attaccarci ancora di più alle cose che non vogliamo. Per questo scrive: “Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate poi incomincia a mancarvi chiunque”.

A distanza di quarant’anni dall’edizione italiana, Einaudi ripropone Il giovane Holden, a celebrare uno dei grandi libri del Novecento che ha ancora tanto da dire e da insegnare.

 

 

 




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