Web Analytics Virginia Woolf: una biografia affascinante e le sue frasi indimenticabili - The Mood Post

Per migliorare la tua esperienza utilizziamo i cookie. Continuando a utilizzare questo sito, accetti di utilizzare i cookie su The MoodPost. Cookie Policy.X

14 agosto 2014

Virginia Woolf: una biografia affascinante e le sue frasi indimenticabili

Una delle scrittrici inglesi più amate del Novecento, ha inventato il flusso di coscienza e ha convissuto fino alla fine col suo malessere esistenziale

Virginia Woolf

Quanto inchiostro versato, quante pagine stampate, pellicole impressionate, analisi, commenti, biografie, tutto per raccontare una donna: Virginia Woolf, donna e scrittrice, un personaggio poliedrico ancora oggi difficile da inquadrare e raccontare.

Nata a Londra, dove ha vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, è stata una sorta di femminista ante-litteram e ha scritto opere che l’hanno resa famosa quali La Signora Dalloway, Gita al faro, Orlando e il saggio Una stanza tutta per sé.

Inoltre ha inventato il flusso di coscienza, la tecnica narrativa attraverso la quale il lettore entra nella mente del personaggio e conosce i suoi pensieri. I suoi libri sono stati tradotti in più di 50 lingue, anche da scrittori di prestigio del Novecento, ad esempio in francese da Marguerite Yourcenar e in spagnolo da Jorge Luis Borges.

La sua triste morte è avvenuta la mattina del 28 marzo 1941: Virginia saluta il marito Leonard ed esce di casa dirigendosi verso il fiume dove si lascerà annegare dopo aver infilato delle pietre nella tasca della sua giacca.

Un evento drammatico, ma non così inaspettato: la Woolf infatti soffriva di quello che oggi chiameremmo disturbo bipolare. La sua sensibilità, la sua intelligenza, erano uniche, ma legate a un malessere esistenziale che l’ha accompagnata per tutta la vita.

Ci ha lasciato le sue opere e i suoi celebri aforismi:

“L’umorismo è la prima qualità che va perduta in una lingua straniera”

“Ogni onda del mare ha una luce differente, proprio come la bellezza di chi amiamo”

“Più si invecchia, più si ama l’indecenza”

“Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell’organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell’altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna”.




Commenti

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *