12 luglio 2014
Derinkuyu, la città sotterranea scoperta in Turchia
Rimane un grande mistero l'opera architettonica dell'antichità della città sotterranea turca
A Derinkuyu, una città in Cappadocia, si trova un immenso insediamento sotterraneo antico e la più grande città sotterranea della Turchia. Tra le 200 città sotterranee scoperte nell’area, le città trogloditiche dell’omonima Derinkuyu e Kaymaklı sono due fra le meglio conservate. La più antica fonte sulle città sotterranee turche è Senofonte: nell’Anabasi, infatti, scriveva di gente che aveva scavato città sotterranee per viverci con le famiglie, gli animali domestici e le vettovaglie necessarie.
Come le altre città sotto terra, Derinkuyu aveva un cospicuo numero di locali usati come cucine, depositi, chiese, stalle, stanze per la preparazione del vino e dell’olio ed era dotata di camini di ventilazione e circa quindicimila bocchette che portavano l’aria anche ai livelli più profondi. Sono stati trovati, infatti, anche nei livelli più profondi, sale da pranzo, botteghe, una scuola e numerose saloni.
Questa metropoli underground è stata scoperta quasi per caso, come ogni grande scoperta che si rispetti: nel 1963, durante una semplice ristrutturazione, l’apertura della parete di una grotta rivela un passaggio verso una città sotterranea, antica di migliaia di anni. La città sotterranea di Derinkuyu è stata aperta ai visitatori nel 1969 e, degli otto piani di cui è composta, solo quattro sono accessibili per i turisti.
Il complesso ha in tutto 11 livelli, sebbene molti piani non siano ancora stati scavati, la profondità totale è stimata intorno agli 85 metri e si estende per un’area di 650 metri quadrati. La prima costruzione risale al VII-VIII Secolo. La città era probabilmente chiusa da grandi porte di pietra ed era connessa alle altre città sotterranee attraverso chilometri di lunghi tunnel. La città poteva ospitare da 3.000 a 50.000 persone e fu uno dei luoghi in cui si nascosero i primi cristiani che sfuggivano alle persecuzioni religiose di Costantinopoli e dalle incursioni degli Arabi.
Riempie di stupore e rimane ancora misterioso il modo con cui gli abitanti hanno costruito questa grande città: la pietra è molto morbida e malleabile, quindi facile da usare, ma anche facilmente soggetta a crolli strutturali. È straordinaria quindi l’assenza di qualsiasi traccia di collasso grave, grazie alla quale possiamo ancora godere di questo spettacolo sorprendente.






