02 novembre 2014
Sherlock e gli altri – Sir Arthur Conan Doyle
La fama di Sherlock Holmes fece i conti con l'invidia del suo creatore
Sherlock Holmes, uno degli investigatori più famosi di tutti i tempi, nacque nel 1887 dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle nel romanzo Uno studio in rosso. La sua fama superò ben presto quella del suo creatore che preferiva i romanzi scientifici e avventurosi ai gialli: Holmes divenne un cult della letteratura internazionale amato da adulti e ragazzi. Già all’epoca piacque così tanto da costringere lo stesso Conan Doyle a rivedere la sua morte avvenuta ne L’ultima avventura dove però il suo cadavere non era mai stato ritrovato. L’autore fu costretto a furor di popolo a non abbandonare il suo ingombrante personaggio principale: prima narrò post mortem una vicenda precedente alla sua scomparsa nel romanzo Il mastino dei Baskerville, poi lo fece letteralmente resuscitare nel 1894 nel racconto L’avventura della casa vuota, pubblicato ne Il ritorno di Sherlock Holmes.
Nei suoi avvincenti romanzi compaiono però anche altre figure divenute proverbiali, come l’immancabile Dottor Watson, medico e assistente fedele di Holmes. Nel romanzo fantastico Un mondo perduto (o Il Mondo Perduto) Arthur Conan Doyle inventò un personaggio che sarà il protagonista di un filone più scientifico, precursore della fantascienza: il professor Challenger, zoologo un po’ burbero che, appena tornato dal Sud America, dichiara in un’intervista a un giornalista di aver scoperto una regione ancora abitata dai dinosauri. La reazione della comunità scientifica è quella di crederlo pazzo, ma poi viene riscattato da alcune prove raccolte in una seconda spedizione. Dalla storia sono stati tratti molti film fino alla saga moderna di Jurassic Park. Questo è il genere letterario che Conan Doyle preferiva ma il destino gli giocò un simpatico scherzo: divenne famoso per il suo “amico-nemico” Sherlock, così ingombrante per lui, ma così interessante per il resto del mondo.