04 novembre 2014
Giallo, nero, rosso: i colori di Edgar Allan Poe
La paura, l'orrore e la suspence hanno ispirato il padre del romanzo giallo
Nato a Boston nel 1809 e morto a Baltimora nel 1849 Edgar Allan Poe è sicuramente uno dei più grandi autori americani mai esistiti per originalità e talento e può essere considerato il padre del genere giallo e del noir. Se si aggiunge la sfumatura del rosso-horror che tanto amò, si può definire un metaforico “pittore” letterario, perché seppe infondere queste tonalità a tutte le sue opere nella giusta dose. La sua eredità è significativa anche perché oltre ad essere un bravo scrittore inventò qualcosa che nella letteratura ancora non c’era. La critica lo considera infatti l’inventore del racconto poliziesco con l’intreccio basato su un enigma da sciogliere; sua è anche l’intuizione di narrare gli eventi dal punto di vista dell'”assassino”. I suoi personaggi sono degni antenati del famoso Sherlock Holmes, detective infallibile nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle.
Poe seppe anche riprendere generi consolidati come il romanzo gotico e rinnovarli trasferendo il senso dell’orrore e la paura nella vita quotidiana. Nelle sue storie noir il terrore diventa plausibile e abbandona castelli lontani per entrare nei meandri insondabili dell’uomo “normale”, che lo stesso autore pensa di poter esplorare con la ragione, ma a volte soccombe egli stesso al mistero. Da qui il senso duro del rosso sangue come simbolo di ineluttabilità della morte, aspetto che provoca ancora oggi emozioni fortissime nei lettori. In vita però Edgar Allan Poe fu un incompreso e non poté vivere personalmente il suo successo. Anche per questo assomiglia a quei pittori che lanciarono con la loro arte un messaggio rivoluzionario che sarebbe stato capito con il passare del tempo.