10 ottobre 2014
Delitti, castighi e giocatori: la vita di Fedor Dostoevskij
La vita drammatica di Dostoevskij si riflette nella sua opera
Fedor Michajlovic Dostoevskij è senza dubbio uno dei più grandi romanzieri mai esistiti. Nato a Mosca nel 1821, si ritrovò in una famiglia modesta: suo padre era un medico militare molto autoritario, mentre la madre era un raggio di sole: figlia di una famiglia benestante era sempre allegra e gli insegnò a leggere la Bibbia e gli autori russi. La rigidità di suo padre e la poca disponibilità di soldi influirono sul suo animo sensibile. Dopo la morte della madre avvenuta nel 1837 Fedor si trasferì a Pietroburgo dove frequentò la scuola militare per ingegneri, ma al termine degli studi decise di dedicarsi completamente alla letteratura. Nel 1846 completò il primo libro, Povera gente, ritratto delle tristi condizioni di coloro che vivono ai margini della società.
Nel 1849 venne arrestato con l’accusa di partecipazione a società segrete e venne condannato a morte, ma quando Dostoevskij salì sul patibolo gli fu comunicato che la pena capitale era stata trasformata dallo zar in lavori forzati a vita. La durezza dell’avvenimento e gli attacchi epilettici di cui soffriva lo portarono a insistere sul tema della morte e della precarietà nelle opere successive. Deportato in Siberia venne liberato per buona condotta nel 1954 e proprio l’esilio fu uno dei momenti cruciali di svolta. Negli anni successivi infatti fu animato da un maggiore entusiasmo letterario da cui sgorgarono i suoi più grandi successi, come Delitto e Castigo (1866), I demoni (1871), L’adolescente (1875) e i Fratelli Karamazov (1878 – 1880). Del 1866 è Il giocatore, romanzo vicino alla sensibilità attuale, dove un russo emigrato spende tutto alla roulette perché pensa che correre il rischio è l’unico elemento nobilitante che gli sia rimasto. La roulette diventa una metafora della vita che in fondo si diverte a giocare con lui.
Fedor Dostoevskij morì nel 1881. Sin dalla nascita soffrì pene fisiche e persecuzioni, visse molti lutti, si trovò ad affrontare situazioni rischiose e spesso dovette scappare: la sua esistenza drammatica si riflette nelle pagine dei romanzi e caratterizza in modo impetuoso i suoi personaggi.