23 luglio 2014
Treni MagLev, la levitazione magnetica su rotaie
I costosissimi treni a levitazione magnetica, affascinano per l'alta velocità e i ristrettissimi tempi di percorrenza, ma stentano ad affermarsi
È l’eterna promessa dell’industria ferroviaria: una tecnologia in grado di viaggiare sulla terra alla stessa velocità di un aereo di linea. Eppure, il Maglev, il treno a levitazione magnetica, non è mai entrato nell’uso quotidiano e, questa tecnologia dal profumo di futuro, fatta di superconduttori, materiali avanzati e forme filanti, è una meraviglia di cui solo una ristretta élite di località mondiali può fregiarsi.
In Europa, questa tecnologia non ha trovato grande fortuna perché costosissima e difficile da mantenere. La Germania, autentico pioniere di questa tecnologia, ha deciso di farne a meno dal 2012, sei anni dopo un incidente che provocò la morte di 23 persone, in una collisione tra treni detti Transrapid.
Eppure, ci sono ancora posti nel mondo in cui sfrecciano treni magnetici superveloci, ad esempio nel sudest asiatico. Il più iconico di tutti è quello che collega Shanghai al suo aeroporto internazionale. I treni, su quella linea, viaggiano a più di 400 chilometri all’ora. Per quanto la tecnologia sia tedesca e sia stato inaugurato da ormai 10 anni, il treno che percorre quella tratta è ancora un gioiello tecnologico, anche se è minacciato dalla concorrenza dei treni ad alta velocità tradizionali.
Infatti, le performance dei treni su rotaia non sono così diverse. Certo, per accelerare ci vuole qualche chilometro in più, ma gli investimenti per una rete tradizionale ad alta velocità sono decisamente inferiori rispetto a quelli del Maglev che rimane, comunque, una grande promessa dell’industria ferroviaria mondiale, soprattutto per il futuro.
Chissà se un giorno ci saranno anche tra Roma e Milano…



