21 luglio 2014
I raggi X dalla radiografia all’arte di Nick Veasey
Una grande scoperta che ci ha mostrato l'interno delle cose, utile per la medicina e anche per l'arte
Il fotografo britannico Nick Veasey ha usato la tecnica dei raggi X per realizzare fotografie mozzafiato. Nei suoi scatti mostra l’invisibile, le sfumature e le pieghe interne delle cose. Un modo particolare per fotografare quel che c’è sotto l’apparenza, aspetti della realtà che ci sfuggono e non possiamo vedere normalmente.
Ma quando furono scoperti i raggi X? Nel 1895 dal fisico Wilhelm Conrad Röntgen, mentre la prima radiografia per un intervento medico, venne realizzata a solo un anno dalla scoperta dal maggiore John Hall-Edwards, vero pioniere della tecnica radiologica e radiografica.
Durante la prima guerra mondiale fu Marie Curie a sostenere l’uso delle unità mobili di radiografia per le diagnosi dei soldati feriti. Marie Curie stessa operò come radiologa: dotò un’automobile di un’apparecchiatura radiografica, rese possibili eseguire le indagini radiologiche anche vicino al fronte e formò tecnici e infermieri.
Nel corso degli anni si è sviluppata, intorno a questa tecnologia, la specialità di Radiologia Medica e di Diagnostica. La radiografia risulta essere una metodica rapida, semplice ed economica, chiara e dettagliata nell’individuazione delle patologie. Il grosso problema è l’esposizione ai raggi e il cosiddetto rischio radiologico: operatori e medici a continuo contatto con le radiazioni ionizzanti possono andare incontro a rischi per la salute, perciò devono essere disciplinate da norme specifiche chiamate norme di radioprotezione.
I raggi X sono infatti radiazioni ionizzanti invisibili che non danno alcuna sensazione quando attraversano il corpo. Il fascio di raggi X penetra il corpo umano e viene assorbito in maniera diversa a seconda delle diverse parti anatomiche incontrate e ne esce attenuato prima di raggiungere il sistema di rilevamento.
Le esposizioni a radiazioni ionizzanti debbano essere mantenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile, quindi il tempo di esposizione è ridotto al minimo e le parti non interessate vengono schermate. Per i medici è previsto anche un congedo radiologico di 15 giorni.