11 ottobre 2014
Dalla pecora Dolly ai giorni nostri: tutto sulla clonazione
Una tecnica che ancora oggi fa discutere comunità mediche di tutto il mondo
Era il 5 luglio 1996 e per la prima volta si riuscì a clonare artificialmente un essere vivente, precisamente una pecora, utilizzando le cellule di partenza di un altro esemplare.
Il risultato di questo esperimento ,che tutti conosciamo, è così passato alla storia con il nome di Dolly, una “semplice” pecora di razza Finn Dorset che nient’altro è che un clone.
Ancora oggi la clonazione è una pratica medica estremamente discussa sia dal punto di vista scientifico che etico, presentando molti punti oscuri e zone buie. Infatti dei molti animali clonati fino ad oggi, molti hanno sviluppato deficit come obesità, gigantismo, problemi respiratori, cardiaci e immunitari. La pecora Dolly andò infatti incontro a numerose degenerazioni genomiche che hanno portato alla luce problemi tangibili di questa pratica.
Cos’è però la clonazione? La clonazione è una pratica che ha come obiettivo quello di ottenere cellule staminali per la cura di malattie rare e croniche, e non come suppongono alcuni,creare bambini perfetti o esseri umani di riserva. Infatti dopo numerosi test, ricerche ed esperimenti l’intera comunità medico-scientifica mondiale si è fortemente opposta alla clonazione di neonati.
Oggi in particolare si lavora anche sulla clonazione di cellule totipotenti capaci di trasformarsi successivamente in cellule più specializzate. Solo l’anno scorso un team di ricercatori provenienti dall‘Università dell’Oregon e diretto da Shoukhrat Mitalipov annunciò di aver tagliato un traguardo inseguito a lungo, delle cellule dell’apparato tegumentario sono state riportate al loro stato embrionale e da questo evento si è riacceso l’interesse ad una possibile clonazione terapeutica che consenta di produrre riserve cellulari capaci di riparare ogni ferita o danno che il nostro corpo possa riportare. Molte malattie croniche o terminali potrebbero così diventare curabili a tutti gli effetti.