17 luglio 2014
Sara Errani e Roberta Vinci: le prime italiane nella storia a vincere Wimbledon
Belle, brave e vincenti. Ecco le azzurre che hanno fatto grande il tennis italiano
Due grandi talenti, legati da un’intesa perfetta e un’amicizia profonda. Per la prima volta nella storia del tennis italiano, battendo la coppia franco-magiara formata da Timea Babos e Kristina Mladenovic, Sara Errani e Roberta Vinci hanno conquistato la finale di Wimbledon mettendo la firma azzurra in tutti i tornei dello Slam. Un risultato importantissimo anche a livello internazionale, perché solo poche giocatrici al mondo hanno raggiunto lo stesso risultato.
La loro storia ha avuto inizio nel febbraio del 2009, quando sconfissero la coppia francese Beltrame-Dechy nella Fed Cup. Oggi sono l’orgoglio del tennis italiano e l’esempio di una grandiosa amicizia nata dalla stessa passione. Sono due donne che hanno trovato un connubio e un’intesa perfetti, gara dopo gara.
Due caratteri opposti e due modi di giocare diversi: Sara Errani, una maratoneta, instancabile nel gioco da fondo campo, e Roberta Vinci, regina della rete e tecnicamente impeccabile. Le due tenniste italiane hanno compreso di avere un buon feeling nel 2010, anno in cui vinsero il doppio di Marbella e di Barcellona. L’anno successivo hanno deciso di giocare tutti i tornei del doppio e, nel 2012, i tornei dello Slam. Agli Australian Open hanno raggiunto la finale, ma furono sconfitte. A Madrid hanno conquistato il loro dodicesimo titolo in carriera, hanno vinto anche a Roma e chiuso la stagione sulla terra rossa con il loro primo Slam.
Al Roland Garros hanno ottenuto la vittoria contro Marija Kirilenko e Nadia Petrova che le ha consacrate prima coppia italiana vincitrice di un torneo di doppio del Grande Slam. Ancora successi all’US Open e, l’anno successivo, agli Australian Open. Anche il 2014 si è rivelato sin dall’inizio un anno positivo per le due azzurre che, dopo un calo alla fine del 2013, hanno vinto in Australia, Stoccarda e Madrid.
Poi è arrivato Wimbledon, grazie al quale hanno rotto l’incantesimo di un campo verde che sembrava essere inarrivabile per qualsiasi tennista italiano.





