05 luglio 2014
Vasco Rossi: la discografia di un mito del rock
Il provoca(u)tore emiliano con 37 anni di carriera che ha fatto la storia della musica italiana. Ripercorriamo le tappe principali.
“Siamo solo noi, che andiamo a letto la mattina presto e ci svegliamo con il mal di testa”. Questa frase, tratta dalla canzone Siamo solo noi del Blasco nazionale ha accompagnato la gioventù di più di una generazione.
Vasco Rossi, nato nel 1952 a Zocca, in provincia di Modena, si autodefinisce provoca(u)tore. Fa musica dal 1977 e ha al suo attivo ben 28 album, di cui 17 registrati in studio, 9 album live e 2 raccolte. E sembra che di ritirarsi proprio non ne abbia voglia. I suoi concerti, sempre sold out, sono un’esplosione di energia e di carica adrenalinica.
I primi tre album, Ma cosa vuoi che sia una canzone, Non siamo mica gli americani e Colpa d’Alfredo, non hanno un immediato successo, ma nel corso degli anni alcune canzoni diventano tra le più emblematiche dell’autore: Albachiara e Colpa d’Alfredo, quest’ultima molto criticata per i contenuti volgari e offensivi. Il grande successo arriva con Siamo solo noi, seguito da Vado al massimo, il cui singolo omonimo rimane in classifica per 4 mesi. Ma è con Bollicine che Vasco diventa una vera icona del rock, vincendo il Festival di Sanremo ’83.
Dopo qualche problema di farmaco-dipendenza, il Blasco pubblica Cosa succede in città, da molti considerato l’album della rinascita. È il 1987 quando esce C’è chi dice no, che riscuote un successo tale da incuriosire anche Adriano Celentano. I primi anni Novanta vedono salire in classifica album come Liberi, liberi, Fronte del palco e Gli spari sopra. Il 1996 è l’anno di Nessun pericolo…per te contenente Gli Angeli, la canzone dedicata all’amico scomparso Maurizio Lolli. Gli anni ’90 finiscono con Rock, Canzoni per me e Rewind.
Gli anni 2000 portano Stupido Hotel, contenente il singolo Ti prendo e ti porto via, che vince il Festivalbar del 2001, Buoni o cattivi, Il mondo che vorrei, Sto pensando a te e Vivere o niente. Il 2011 è l’anno in cui gli vengono affidate le musiche e la drammaturgia de L’altra metà del cielo, spettacolo incentrato sulla figura femminile e sui giovani svolto nel Teatro La Scala di Milano.




