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11 luglio 2014

Predappio: il borgo dell’Italia che non c’è più

Ogni anno centinaia di "nostalgici" giungono in questo paese della Romagna, luogo natale di Mussolini, per commemorare lo spietato dittatore

casa del fascio

Poco più di 6000 abitanti e ad appena 14 chilometri da Forlì, Predappio è conosciuto perché è il paese natale di Benito Mussolini. Non è un caso infatti che gli edifici principali siano stati fatti costruire negli anni del fascismo e presentino quindi le forme stilistiche geometriche e squadrate tipiche dell’epoca del regime.

Interessanti da visitare sono alcune chiese come quella di Sant’Agostino, quella di Sant’Antonio da Padova e la Chiesa di San Cassiano in Peppino, fra le più antiche della Romagna. A Predappio Nuova si trova il Palazzo Varano, con la sua famosa scalinata, oggi sede del Municipio, mentre superando la “portaccia” si accede al suggestivo borgo medievale di Predappio Alta, dove si possono ammirare i resti dell’antico castello. Sotto Natale viene allestito un presepe pittoresco nelle grotte della solfatara; per chi è in visita a maggio, invece, da non perdere la “mototagliatella”, ritrovo “moto-gastronomico” di tutti i centauri d’Italia.

Predappio è famosa soprattutto come meta del “turismo nostalgico”, qui si trovano la casa e la tomba di Mussolini e ogni anno molte persone vengono a visitarla. Vestiti rigorosamente di nero e alcuni in uniforme fasciste, camminano in corteo fino alla tomba del Duce innalzando bandiere e stendardi, aquile e croci celtiche, e facendo il saluto romano. Nel cimitero viene celebrata la Messa, da Padre Giulio Maria Tam, che dal 2001 organizza le commemorazioni e che è stato sospeso a divinis dalla Chiesa cattolica. L’omelia esalta Dio, la famiglia e la Patria e si scaglia contro i comunisti, i sionisti e gli americani. Insomma, cose già sentite.

Il turismo nostalgico poi conosce anche il suo aspetto più “materialistico” nel merchandising che gira attorno a queste commemorazioni e alla figura di Mussolini: bandiere, accendini, magliette, tazze, busti, libri, bavaglini, vini e tanti altri oggetti raffiguranti il dittatore italiano, ma anche la svastica o il volto di Hitler. E, nonostante le numerose polemiche, nessuno è ancora riuscito a fermare queste commemorazioni. Evidentemente la nostalgia è davvero grande.




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