18 giugno 2014
Il Castello di Gropparello tra storia e leggenda
Folletti, elfi e cavalieri. Storia, leggenda e tradizione. Una fortezza nel parco naturale nelle gole del Vezzano a pochi passi da Piacenza. Un salto indietro nel tempo.
Sarà per la storia che lo ha attraversato. Sarà per i misteri che ancora oggi si nascondono tra le sue mura o per le leggende che si tramandano. Quando entri la prima volta nel Castello di Gropparello hai l’immediata percezione di aver fatto un salto indietro nel tempo. Nella magia.
Immerso nel parco naturale delle gole del Vezzeno, vicino Piacenza, nel medioevo era una fortezza inespugnabile. Arroccato sulla cima di uno sperone roccioso, protetto da uno strapiombo che domina il torrente sottostante, formando una gola di 85 metri di altezza.
Ed è anche per queste sue caratteristiche che in passato suscitò ammirazione, fantasia e curiosità per secoli. Da quando nell’anno 810, l’imperatore Carlo Magno concesse il luogo in feudo all’allora vescovo di Piacenza Giuliano II, pezzi di storia hanno iniziato a concatenarsi nella memoria del castello. Vide al suo interno gli scontri tra Guelfi e Ghibellini. Fu dei Borri, degli Anguissola, ma soprattutto dei Fulgosi. Perché proprio sotto il loro protettorato la storia si tinse di mistero.
Non solo per le stanze segrete e i passaggi nascosti di cui ancora, si dice, la fortezza sia piena. Perché ogni castello che si rispetti non può non avere una storia di fantasmi. Rosania Fulgosio, la giovane donna che, nel ‘200, sarebbe stata murata viva dal marito Pietrona da Cagnano per punirla del suo tradimento con Lancillotto Anguissola, si aggirerebbe ancora nelle alte torri. Sono in molti a giurare di aver sentito i suoi lamenti nelle notti di tempesta. La sua camera dove visse e fu sepolta viva esiste ancora. Oltre alle ossa, conterrebbe il suo spirito che chiede di essere liberato.
Il profumo di fantasia orbita ancora oggi intorno a queste mura che ogni giorno attraggono decine di curiosi. Non solo per le leggende che si tramandano, ma anche per la cura con cui vengono conservate le sue sale, l’antica collezione di strumenti musicali, l’orto botanico e il museo della Rosa Nascente.
Il bosco che avvolge il castello si dice fosse un luogo in cui pochi coraggiosi osavano avventurarsi perché vi si potevano incontrare fate, folletti, elfi. Oggi quegli incantesimi vengono rivissuti attraverso il Parco delle Fiabe: percorsi organizzati e giornate a tema messe a disposizione dal castello. E alla fine di ogni giornata i ragazzi che partecipano vengono insigniti del titolo di Cavalieri del Castello di Gropparello. Un salto nel passato. Come in una fiaba.
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