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22 luglio 2014

Caravaggio: 5 segreti sull’artista dalla vita passionale e controversa

Rissoso e dal temperamento difficile, l’artista ha molti scheletri nell'armadio. Scopriamo i segreti di Michelangelo Merisi da Caravaggio

ritratto di Caravaggio

Michelangelo Merisi da Caravaggio, da tutti conosciuto come Caravaggio, nasce nel 1571. Non è certo se abbia visto la luce nel paesino bergamasco o a Milano, ma sappiamo per certo che passò l’infanzia a Caravaggio, dove la famiglia scappò per evitare la peste che in quegli anni stava dilagando nel capoluogo lombardo.

Il suo genio artistico è famoso in tutto il mondo per i noti dipinti quali il Bacchino Malato (1593), la Conversione di San Paolo (1591) il Martirio di San Matteo (1591), Sette Atti di Misericordia (1606) e il Davide con la Testa di Golia (1607).

Nelle sue opere riesce a trasformare episodi evangelici in rappresentazioni intrise di realtà. Sembra quasi che di fronte alla tela diventasse un asceta ed è, inoltre, noto che avesse un temperamento difficile.

Scopriamo quindi i 5 segreti di Caravaggio di cui i libri d’arte e di storia non parlano:

1) Diventò orfano di padre a soli vent’anni e, dopo la morte della madre, si ritrovò completamente solo. Liberatosi dei beni di famiglia, prese i primi contatti con la pittura, che lo porterà a lasciare Milano alla volta di Roma.

2) Le espressioni del viso delle figure religiose che dipingeva furono considerate troppo umane per essere accettate come oggetto di venerazione.

3) Non riusciva a tenersi fuori dai guai. Frequentava spesso taverne e luoghi poco raccomandabili, e in molte occasioni si ritrovava al centro di risse e schiamazzi.

4) Nel 1606 si trovò coinvolto in una rissa con Rinuccio Tommasoni, il quale venne ucciso dall’artista. L’omicidio gli procurò la condanna a morte tramite decapitazione, ma Caravaggio riuscì a fuggire da Roma e, arrivato a Napoli, venne accolto con tutti gli onori che la fama gli aveva procurato.

5) Nel 1607 parte per Malta, dove conosce il Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri, che fu anche modello per alcune tele. L’anno dopo, però, probabilmente arrivata la voce della condanna che pendeva sulla sua testa, venne allontanato dall’isola. L’espulsione fu motivata definendo Caravaggio un uomo “foetidum et putridum”, ovvero fetido e putrido.




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