09 settembre 2014
Il nuovo cinema italiano alla Mostra di Venezia 2014
Temi di estrema attualità, politica e satira, documentari e personaggi storici, raccontati dai registri del Bel Paese
Nella 71ª edizione del Festival del Cinema di Venezia appena concluso, sono stati presentati 55 lungometraggi, di cui 20 a concorso. Inaspettato è stato il Leone d’Oro conferito al film di Roy Andersonn A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence.
I molti premi vinti dalle pellicole nostrane sono la testimonianza di un nuovo cinema italiano, o meglio, della volontà di riportare sulle scene il cinema italiano ben fatto, quello apprezzato in tutto il mondo. Troviamo, quindi, Abel Ferrara con un film dedicato al mito di Pasolini interpretato dall’attore Willem Dafoe.
Nomi noti e ritrovati come Gabriele Salvatores che presenta, fuori concorso, Italy in a day, un giorno da Italiani, un film documentario molto particolare, si tratta infatti di un montaggio, seguito dallo stesso Gabriele, di video inviati e caricati sul sito italyinaday.rai.it da cittadini Italiani cui è stato chiesto di filmare la propria vita raccontando storie personali, paure e amori, in una giornata qualunque.
Presentato giovedì 4 settembre I nostri ragazzi, il nuovo film di Ivano DeMatteo. Un thriller drammatico ispirato al libro La cena di Hermann Koch, in cui si racconta la mancanza di comunicazione tra genitori e figli e la difficoltà di educare i giovani, sempre più isolati e chiusi in un mondo tecnologico, in una famiglia borghese.
Altro film fuori concorso accolto da lunghi applausi, La trattativa di Sabina Guzzanti che ritorna lasciando il segno. Il film documentario, a tratti satirico, racconta fatti realmente accaduti e verificati, così dichiara la Guzzanti, tra la mafia (Cosa Nostra) e le istituzioni del nostro Paese negli ultimi 25 anni.
Altra storia di politica, o meglio di un politico, Berlusconi nei suoi periodi passati in Sicilia, raccontati nel film Belluscone di Franco Maresco che a sorpresa di tutti si aggiudica il Premio della giuria della sezione Orizzonti, dedicato dal regista alla città di Palermo.
Fuori concorso anche per Davide Ferrario con il documentario La Zuppa del Demonio. Grazie a delle immagini di archivio, si ripercorre il segno dell’industrializzazione dal ‘900 a oggi, alla scoperta dello sviluppo industriale e tecnologico, attraverso citazioni di Calvino, Pasolini, Bocca e Levi.
Coppa Volpi come miglior interpretazione maschile ad Adam Driver e come miglior interpretazione femminile ad Alba Rohrwacher, entrambi protagonisti del film di Saverio Costanzo Hungry Hearts incentrato sulle ossessioni di quest’ultimo periodo, portate all’esagerazione, come una madre vegana che impone le rigide regole alimentari al figlio appena nato.
Il Premio miglior documentario sul cinema va al film Animata resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto, e, dopo tante attese, nessun premio per il nuovo di Mario Martone che con Elio Germano porta sul grande schermo la vita di Giacomo Leopardi.