22 agosto 2014
Steve McCurry, gli occhi del Medio Oriente impressi negli scatti del fotoreporter
Uno dei più grandi fotoreporter del mondo ancora viventi. Con l'obiettivo è in grado di catturare l'anima dei suoi soggetti
“Se sai aspettare, le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto”. Non sappiamo se questo è il vero segreto di Steve McCurry, ma sicuramente riesce a spiegare bene come le sue foto possano essere così intime ed espressive. Nel suo caso il modo di dire dillo con gli occhi assume connotazioni reali.
McCurry è uno dei fotoreporter viventi più famosi del mondo, forse il più famoso. Americano, nato a Philadelphia nel 1950, ha studiato cinema e teatro alla Penn State University e ha iniziato a interessarsi alla fotografia quando ha cominciato a collaborare come fotoreporter per il giornale dell’università.
La sua carriera è iniziata quando è partito per l’India come fotografo freelance, ma la svolta è arrivata con l’invasione russa dell’Afghanistan visto che McCurry è stato il primo a mostrare il conflitto al mondo. È riuscito a portare con sé le pellicole dei suoi scatti cucendole all’interno dei suoi vestiti. Da allora ha testimoniato con i suoi scatti le guerre del Medio Oriente passando da Iraq, Cambogia, Guerra del Golfo, Filippine.
Finalmente, nel 1985, arriva la sua consacrazione. La famosissima fotografia Ragazza Afgana diventa la copertina del numero di giugno del National Geographic dello stesso anno e McCurry diviene una vera e propria star. Entra a far parte della Magnum Photos, che riunisce i fotografi più prestigiosi di tutto il mondo, e non si contano i premi e i riconoscimenti che gli vengono conferiti.
Ma al di là del suo talento e della qualità dei suoi scatti, uno dei maggiori meriti di McCurry è di aver mostrato le conseguenze umani e sociali della guerra. Non a caso, quasi tutti i suoi scatti sono volti, sguardi, ritratti, che il fotoreporter riesce a catturare con il suo obiettivo e in questo modo a mettere a nudo, rivelando la storia umana che dietro quegli occhi e quelle espressioni si cela.





