Web Analytics Alberto Sordi: la storia d'Italia in 147 film - The Mood Post

Per migliorare la tua esperienza utilizziamo i cookie. Continuando a utilizzare questo sito, accetti di utilizzare i cookie su The MoodPost. Cookie Policy.X

19 giugno 2014

Alberto Sordi: la storia d’Italia in 147 film

Uno degli attori simbolo del cinema italiano del secondo dopoguerra che ha saputo raccontare, con i suoi personaggi, vizi e virtù degli italiani

Alberto Sordi (Facebook)

Con la sterminata galleria dei personaggi a cui ha prestato il volto e la sua inconfondibile voce, Alberto Sordi è stato uno degli attori più rappresentativi del cinema del nostro paese nel secondo dopoguerra, capace di esprimere al meglio, e non senza un velo di compiacimento, i vizi dell’italiano medio.

Il soldato pelandrone morto da eroe nel film “La grande guerra” di Mario Monicelli, il “vitellone” Alberto che in una scena, divenuta famosissima, dell’omonimo film di Fellini dalla macchina fa il gesto dell’ombrello ad alcuni lavoratori, il romano che vuole vivere all’americana, ma che non riesce a resistere agli italianissimi “maccaroni” in “Un americano a Roma”, l’ironico marchese del grillo.

Impossibile elencare in maniera completa tutti i ruoli interpretati da Sordi nel corso dei 147 film della sua lunghissima e brillante carriera durante la quale Sordi ha lavorato con i nomi più più importanti del cinema italiano. Particolarmente efficace il sodalizio con Monica Vitti, altra grandissima interprete di quegli anni, con cui “l’Albertone nazionale” ha condiviso il set in tre film di cui ha curato anche la regia: “Amore mio aiutami” del 1969, “Polvere di stelle” del 1973 e “Io so che tu sai che io so” del 1982.

In virtù del suo legame privilegiato con Roma, sfondo di tante sue pellicole, il giorno dell’ottantesimo compleanno dell’attore, l’allora sindaco della Capitale Francesco Rutelli volle rendergli omaggio cedendogli per un giorno lo scettro della città di cui aveva rappresentato con feroce ironia tutti i vizi e e le virtù.

Grande affetto gli fu riservato dal pubblico che in occasione della sua morte, avvenuta il 24 febbraio 2003 a causa di un tumore, riempì ininterrottamente per due giorni la Sala delle Armi in Campidoglio dove la salma, sottoposta a imbalsamazione, fu esposta. I funerali solenni si tennero nella Basilica di San Giovanni in Laterano alla presenza di 500.000 persone giunte a rendere omaggio a uno dei personaggi simbolo di Roma e dell’Italia intera nel mondo.




Commenti

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *