31 ottobre 2014
Tutte le bufale sull’Ebola
Non c'è cosa migliore di un epidemia per scatenare il mondo del web.
Notizie false, bufale, allarmismi, complotti, trovate “alternative” per risolvere il problema e le cure omeopatiche che stanno bene un po’ ovunque. Pare che questa mania tocchi proprio tutto il mondo – poco tempo fa rimbalzava su Facebook una storia spaventosa, quella della fantomatica cittadina di Purdon, in Texas, che si diceva fosse stata messa in quarantena dopo che l’Ebola aveva colpito una famiglia di cinque persone. La storia è una bufala totale, ma per le 340.000 persone che l’hanno condivisa era sicuramente reale.
C’è, purtroppo, anche chi ha capito come usare queste notizie fake a proprio vantaggio. Sono molti i siti che fabbricano ad hoc storie che possono ingannare i lettori disattenti. In preda al panico si condividono e si diffondono i post più disparati, che per i gestori di questi siti non è altro che una strategia di grande successo.
Una delle più classiche? L’Ebola non esiste. Addirittura si è arrivato a dire che la crisi fu inventata per rubare all’Africa le sue materie prima. Ma dopo la prima fase di negazione, arriva la rabbia, ecco allora i numerosissimi post con foto di immigrati che arrivano in gommone e un bel titolo in grassetto che dice: “Ebola, l’incubazione arriva a 49 giorni. Perché non vengono messi in quarantena i migranti che a migliaia stanno sbarcando dall’Africa? Condividi”. Ovviamente viene condiviso, commentato e riproposto in tante varianti differenti, arrivando spesso a commenti razzisti.
Dopo la fase della rabbia arriva l’accettazione, sempre in maniera un po’ particolare. Non vi preoccupate, pare che chi muore d’Ebola poi risusciti e vaghi per le strade come uno zombie, con foto che testimonia, certo. Lo scorso ottobre venne pubblicato un articolo dove si ipotizzava che uno “Zombie Ebola” fosse stato catturato e fotografato in Liberia. La storia è stata costruita sulla scia dell’annuncio del CDC (Center for disease control and prevention) che riportava la notizia di un uomo che viaggiando dalla Liberia a Dallas era caduto in condizioni critiche dopo aver contratto il virus Ebola.
Infine, il vero pericolo si manifesta a chi crede a queste cose. La scorsa estate, in Nigeria, venne diffuso un messaggio che indicava come cura preventiva, l’assunzione di sale e acqua. Purtroppo in molti ci hanno creduto, il prezzo del sale è salito in pochissimo tempo e di sicuro in molti non ne avranno guadagnato in salute.
Informarsi su temi così importanti è fondamentale – fatelo dalle fonti giuste!