20 giugno 2014
Margherita Hack: la scienziata innamorata delle stelle
L'astronoma fiorentina e la sua vita irripetibile
Pochi scienziati italiani sono stati capaci di diventare icone pop. Margherita Hack è uno di questi. Con il suo accento fiorentino, che più fiorentino non si può, l’astrofisico italiano più celebre degli ultimi anni ha fatto epoca e trasformato quello che era una materia per addetti ai lavori in un discorso di massa, capace di incollare alla televisione milioni di italiani.
La Hack è stata una tra le poche donne italiane a seguire una carriera scientifica. In un’intervista, ricordava come, a Firenze, fosse una tra le poche ragazze a seguire le lezioni di fisica, nella palazzina di Piazza San Marco che, oggi, è diventata la sede del Rettorato. Da allora, tra una battuta con la c aspirata e l’altra, la sua carriera è diventata un firmamento di successo.
Collaborazioni con la Nasa, con l’Esa hanno solo impreziosito una carriera fantastica fatta anche, dal 1964, dalla sua preziosa opera di insegnante, presso l’università di Trieste. Il titolo di questo articolo, in effetti, dovrebbe essere “una fiorentina nel mitteleuropa”. Anche se ridurre l’esperienza di Margherita Hack al suo rapporto con Trieste è sicuramente riduttivo. Così come è riduttivo immaginarla come una semplice donna delle stelle avulsa da questioni terrene.
Tra le questioni che le sono state più a cuore, c’è stata la causa dei diritti degli animali. Atea ma vegetariana, la Hack aveva definito un’ecatombe l’uccisione di animali da carne. Non solo, è stata iscritta al Partito Radicale Trasnazionale e ha difeso l’utilizzo dell’italiano nelle università.
Accanto a queste cause umanistiche, ha difeso anche la ricerca sull’energia nuclerare. Riconoscendo che l’Italia non è in grado di gestire impianti nucleari in quanto poco affidabili, sostenne che la ricerca in materia doveva andare avanti superando la paura che l’atomo provoca nelle coscienze italiane.