19 giugno 2014
Grafene, il materiale del futuro
Conduce elettricità e calore. Scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questo materiale
È flessibile, è impermeabile, è resistente.
No, non è la plastica ma il grafene: una forma di carbonio in grado di condurre l’elettricità e il calore meglio di qualsiasi altro prodotto. È il materiale più resistente al mondo e insieme il più sottile, con uno spessore di un solo atomo. L’American Chemical Society, nel 2012, ha dichiarato che “il grafene è 200 volte più forte dell’acciaio e così sottile che una singola oncia può coprire 28 campi da football”. Definito “il materiale delle meraviglie”, promette di rivoluzionare l’industria elettronica. Le sue potenzialità sono infinite e non del tutto immaginabili. “È come presentare un pezzo di plastica a un uomo di un secolo fa e chiedergli cosa ci si può fare”: sono le parole del suo scopritore alla consegna del Nobel nel 2010. Tutto ebbe inizio una sera di dieci anni fa, quando Andre Geim e Konstantin Novoselov, due fisici dell’Università di Manchester, riuscirono a separare gli strati di grafite fino a ottenerne uno dello spessore di un atomo, semplicemente usando la punta di una matita e un po’ di scotch. Ebbene sì, un oggetto comune come una matita, perché le scoperte più incredibili nascono sempre nell’ordinario.
Fisici e ricercatori affermano che presto sarà possibile realizzare dispositivi elettronici più sottili, più veloci e più economici di quelli basati sul silicio. I progressi portano a supporre che l’immagine fantascientifica di cellulari trasparenti, sottili come un foglio di carta, dalla batteria infinita e così pieghevoli da poter stare in un portafoglio non sia poi così lontana dalla realtà. Le sue applicazioni spaziano dall’aeronautica alla moda, dal settore automobilistico al campo medico. Bill Gates ha perfino sovvenzionato una ricerca per l’impiego del materiale nei condom.
Ma se il grafene è così fenomenale perché non ha ancora invaso le nostre vite? Il problema è che, come tutte le innovazioni, non ha ancora una forte riproducibilità e i costi sono troppo alti per l’economia di mercato. I sovvenzionamenti alla ricerca sono però consistenti e l’Unione Europea è in prima fila. E se anche Sheldon di “The Big Bang Theory” affronta il problema, non resta che aspettare, magari fantasticando su cellulari impermeabili e abiti in grado di comunicare con le cellule del corpo.