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17 febbraio 2016

Il cucchiaio di Google per i malati di Parkinson si chiama Liftware

Grazie ad un sofistica sistema di sensori, Liftware è in grado di “stabilizzare” la mano che lo impugna. Per molti malati di Parkinson significa poter mangiare da soli…

Liftware. Credit: Liftlabsdesign.com

Si chiama Liftware ed è un prodotto Google, ma per una volta non si tratta né di una nuova offerta di spazi pubblicitari né di un nuovo canale social. Si tratta, invece, di uno strumento al servizio di tutti coloro – e pare siano qualche decina di milioni di persone nel mondo – che sono affetti da malattie di vario tipo che comportano l’insorgere di tremolii agli arti e che, con il loro intensificarsi nel tempo, rendono problematiche anche semplici azioni quotidiane come mangiare da soli. Liftware è un cucchiaio, ma non un cucchiaio qualunque. E’ un cucchiaio tecnologico ed intelligente che sfrutta una serie di sensori governati da un software sofisticato che elabora i movimenti della mano che lo impugna limitando sensibilmente il tremolio e rendendolo il movimento stabile. Permettendo così una elevata autonomia nell’utilizzo anche a chi è affetto dal Parkinson.

Una riduzione del tremolio del 70%

Liftware è stato prodotto da una piccola realtà californiana che si chiama Lift Labs il cui focus è la produzione di strumenti a sostegno di persone affette da diverse forme di tremore cronico e che è stata recentemente acquisita dal colosso Google per una imprecisata quantità di dollari. I primi riscontri sembrano assai positivi e non soltanto nell’atto semplice dell’utilizzo del cucchiaio – l tremore si riduce del 70% – ma anche per approcciare la conoscenza della malattia e, in ultima analisi, per affrontarne le cause attraverso i sintomi. Un approccio rivoluzionario, come testimoniato anche dai ricercatori della California University di San Francisco che hanno portato avanti la sperimentazione. Il motivo dell’interesse di Google per questo tema sta forse nella figura del cofondatore Sergey Brin: sua madre è infatti affetta dal morbo di Parkinson e lui ha dichiarato già in diverse occasioni di avere una predisposizione genetica accertata a questa malattia degenerativa. Probabilmente anche per questo Google ha fatto donazioni alla ricerca per oltre 50 milioni di dollari.




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