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14 settembre 2014

Bike sharing: risparmiare, fare bene all’ambiente e mantenersi in forma

Sempre più diffuso anche in Italia, il sistema di condivisione della bicicletta punta a cambiare le nostre abitudini negli spostamenti

Una stazione di bike sharing a Milano

È oramai risaputo che l’uso della bicicletta, sia normale che elettrica, porta benefici alla salute e all’ambiente. Da un lato, infatti, è una valida alternativa all’automobile che comporta la riduzione del traffico cittadino e dell’emissione di gas inquinanti; dall’altro, la pedalata può avere un effetto benefico sul nostro fisico, contrastare uno stile di vita piuttosto sedentario e aiutarci anche a risparmiare sul consumo della benzina o sul costo dei trasporti pubblici.

In molte città spostarsi in bici è diventato ancora più semplice che altrove, grazie ai sistemi di bike sharing (letteralmente condivisione della bicicletta) che permettono, attraverso la sottoscrizione di un abbonamento annuale, di recarsi presso l’apposita stazione, prendere una bici per poi restituirla, dopo l’uso, in un altro punto dedicato della città.

Progetti di questo tipo rientrano, per le amministrazioni pubbliche, in un progetto globale di mobilità sostenibile: offrono ai cittadini la possibilità di scegliere un mezzo alternativo ed ecologico, da integrare ai mezzi di trasporto classici e più inquinanti. Infatti, questo mezzo, oltre ad essere utile per piccoli spostamenti nella città, punta a eliminare il problema del cosiddetto ultimo chilometro, ovvero la copertura della distanza esistente tra le fermate dei mezzi pubblici e il luogo da raggiungere.

Il boom del bike sharing si è avuto in Europa a partire da Parigi, la prima città ad adottare il sistema nel 2007, un grande successo che si è poi diffuso a macchia d’olio anche in altri paesi, come Barcellona e Londra. In Italia il servizio ha raggiunto circa 132 città. Un modello particolarmente virtuoso è rappresentato dal comune di Milano che vanta il più grande sistema di bike sharing locale: BikeMi, con 190 stazioni e 3.400 biciclette, e il numero pare che aumenterà con Expo 2015, quando altri 1.000 pezzi saranno messi in circolazione.

Anche Torino, con il suo [TO]BIKE, registra grandi numeri: circa 116 stazioni e 1.200 biciclette. Tante sono le città a usufruire già dei vantaggi di questo sistema, anche se il fenomeno appare di dimensione più piccole. Parliamo di città come Genova, Cagliari, Parma e Salerno. L’ultima arrivata è Napoli; nel capoluogo campano, dagli inizi di settembre, è partita una prima fase di test con 9 stazioni installate nei punti centrali della città.

Il bike sharing favorisce uno stile di vita differente ed ecologico: una sana abitudine che si spera contagi molto presto ogni città!




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