18 giugno 2014
Asolo, il borgo perla del Veneto
Città di adozione di Eleonore Duse, questo borgo medievale in provincia di Treviso continua ad attirare moltissimi visitatori
Definita “città dei cento orizzonti” da Giosuè Carducci, Asolo si estende tra la pianura veneta e le Prealpi Bellunesi, dette anche Colli Asolani. Questo paese medievale in provincia di Treviso è un mix di arte, bellezza e pace. Tranquillo e silenzioso, attira ogni anno moltissimi turisti e non è un caso se, in passato, ha visto dimorarvi personaggi illustri come Yoko Ono, Ada Negri, Eleonora Duse, Igor Stravinskij e Ernest Hemingway.
Il centro storico è molto suggestivo con le sue caratteristiche viuzze e negozietti. Da qui sono facilmente raggiungibili la Collegiata, la Chiesa di Santa Caterina e il Palazzo della Ragione dove ha sede il Museo Civico che ospita, tra le altre cose, cimeli di Eleonora Duse.
Da non dimenticare il Castello, oggi sede del teatro intitolato all’attrice lombarda e la Rocca, simbolo della cittadina, che si erge sul Monte Ricco. Ma sono soprattutto le ville e le residenze a attrarre l’interesse dei visitatori: Villa Scotti Pasini, dove visse il poeta e drammaturgo inglese Robert Browning; la casa di Eleonora Duse, sulla cui facciata sono ancora visibili alcuni versi di Gabriele D’annunzio; e Palazzo Beltramini, oggi sede del Comune, in passato casa della violinista ceca Wilma Neruda.
Per chi ama la natura e l’esercizio fisico l’ideale è un’escursione in bicicletta fin sui vicini Colli Asolani. Oppure, a pochi chilometri di distanza, Maser, dove c’è Villa Barbaro di Andrea Palladio, il cui valore artistico è riconosciuto anche dall’Unesco.
Ogni seconda domenica del mese il mercatino dell’antiquariato nel centro storico soddisfa la curiosità di semplici turisti o appassionati di antichi cimeli.
Infine, da ricordare, la vasta tradizione enogastronomica: i formaggi Morlacco e Bastardo, le sarde in saor, i bigoli in salsa, il Biso di Borso del Grappa (una varietà di piselli). Immancabile, il gelato al sambuco e, da bere, l’imbarazzo della scelta: i numerosi bianchi e rossi, tra cui il doc “Montello e Colli Asolani”, e il Tintoretto, una sorta di Bellini al gusto di melograno.





