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29 maggio 2016

Vino sintetico, senza uva: un progetto possibile?

Una start-up di San Francisco sta cercando il mix giusto di ingredienti per produrlo artificialmente.

vino

L’idea di poter produrre il vino senza uva, e quindi di creare un vino sintetico, potrebbe far storcere il naso se non addirittura preoccupare seriamente gli amanti di questa bevanda, considerata il nettare degli dei sin dai tempi più antichi. Per il momento nessuno vi è riuscito, anche se c’è poco da star tranquilli: una start-up di San Francisco, infatti, sta lavorando ad un progetto che mira a trovare il giusto mix di ingredienti che permetteranno di produrre il vino in maniera del tutto artificiale.

L’idea è nata nel 2015 quando, durante una visita ad un’enoteca della California, i fondatori di Ava Winery, questo il nome della start updue sono rimasti colpiti da una bottiglia di chardonnay Chateau Montelena e hanno realizzato di non poter sostenere il costo per acquistarla. Ed è così che si sono cimentati nell’impresa di creare un vino sintetico utilizzando, nel suo primo tentativo, ingredienti acquistati in un negozio alimentare comprendenti acido tartarico, acido malico, polvere di tannino, etanolo sotto forma di Everclear e saccarosio, oltre a glicerina vegetale per migliorare il sapore e tutta una serie di composti aromatici dal profumo agrumato e fruttato. Il risultato non è stato dei migliori ma si è rivelato tuttavia accettabile, tanto che è stato uno stimolo a continuare su questa strada.

I vini prodotti successivamente da Ava Winery sono stati realizzati seguendo un processo decisamente più sofisticato, con il risultato che alcune repliche sono già in commercio. Ad ogni modo, durante un test al buio condotto tra un Ruffino 2014 e la sua versione sintetica è emerso che le differenze sono davvero abissali, a partire già dall’odore dei due prodotti, quello fruttato dell’originale e quello chimico del contraffatto.




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