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24 aprile 2017

La scarificazione, arriva anche in Italia la folle e macabra moda del tatuaggio estremo.

La pratica prevede la bruciatura e la cauterizzazione della pelle, creando così vere cicatrici.

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La pratica della scarificazione è assolutamente diversa sotto ogni aspetto da quella del tatuaggio che siamo abituati a vedere; è molto più pericolosa e decisamente più dolorosa. Il dolore che provoca la bruciatura e la cauterizzazione della pelle non ha niente a che vedere con quello provocato dagli aghi del tatuatore; inoltre attraverso la scarificazione è molto più probabile contrarre infezioni ed avere postumi traumatici.

Alcune persone che hanno vissuto questa esperienza sono state portate addirittura in ospedale perché in preda a forti dolori e in stato di shock; per tutti questi motivi è consigliabile valutare bene rischi e conseguenze prima di decidere di sottoporsi ad una seduta di scarificazione.

Inoltre non si tratta di una pratica alla portata di tutti e la maggior parte dei tatuatori non la esegue. Se siete proprio intenzionati a farvi un tatuaggio di questo genere è importante rivolgersi a persone estremamente competenti e che lavorino in uno studio igienicamente perfetto, in caso contrario le conseguenze potrebbero essere veramente disastrose.

La pratica della scarificazione ha origini molto antiche e presso molte popolazioni indigene processi simili venivano messi in atto a fini religiosi e sciamanici; si trattava di riti di purificazione attraverso i quali si credeva di eliminare qualcosa di impuro offrendo in cambio beni preziosi come la pelle e il sangue.
Oggi questa pratica sta entrando a far parte delle nuove tendenze in fatto di tatuaggi; una sorta di passo in più rispetto al tattoo classico con cui vengono realizzati disegni sulla pelle attraverso l’inserimento di inchiostro nell’epidermide.

L’enorme differenza rispetto al classico tatuaggio è l’utilizzo, al posto della tipica macchinetta ad aghi, di una macchina chirurgica elettrica che brucia letteralmente le cute e la cauterizza, creando così vere cicatrici, più o meno profonde. Successivamente le zone della pelle trattate possono essere colorate, e così nasce il “tatuaggio in rilievo”.
Nella pratica della scarificazione rientrano diverse tecniche con cui si creano soggetti sulla pelle attraverso le presenza delle cicatrici: il cutting (ovvero l’incisione), il branding (marchio a fuoco), l’ice kiss (il marchio di ghiaccio) e la scarificazione vera e propria.




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