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06 luglio 2016

Perché i trentenni di oggi sono meno soddisfatti dei trentenni di ieri.

La principale ragione dell'insoddisfazione è dovuta alle aspettative legate al lavoro e alla carriera.

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Ragazzi spensierati e felici. Adulti preoccupati e quasi mai col sorriso sulle labbra. Si potrebbe riassumere così la fisiognomica degli oltre 1,3 milioni di cittadini statunitensi che hanno partecipato a uno studio pubblicato sulla rivista Social Psychological and Personalità Science.
Un campione sufficientemente ampio in grado di dimostrare che i trentenni di oggi sono molto meno distesi rispetto a quanto non lo fossero i loro genitori qualche decennio fa. Il raffronto con pubblicazioni del passato ha evidenziato un calo della felicità: i ricercatori della Florida Atlantic University e dell’Università della California hanno scoperto che oggi oltre la soglia dei trent’anni – sia negli uomini sia nelle donne – la felicità raggiunge un “plateau” ed è uguale, se non inferiore, a quella rilevata nei più “spensierati” neomaggiorenni e nei ventinovenni.

Il modello sviluppato da Jean Twenge, ricercatrice del dipartimento di psicologia dell’Università di San Diego, dopo aver analizzato le interviste raccolte tra il 1970 e il 2014 da 1,3 milioni di persone (13-96 anni), permette di affermare che fino al 2010 la felicità aumentava in maniera direttamente proporzionale allo scorrere degli anni. Nell’ultimo lustro, invece, la dinamica s’è invertita.
Una tendenza che riguarda da vicino i “millennials”, meno soddisfatti rispetto ai propri genitori e nonni al raggiungimento della piena maturità professionale. Dagli autori dello studio non è giunta alcuna spiegazione ufficiale di questo trend, ma soltanto un’ipotesi: con l’aumento delle aspettative legate alla propria carriera, non ci si può stupire di ritrovarsi di fronte una folta pattuglia di insoddisfatti.

Secondo l’ultimo rapporto sulla felicità globale redatto dall’ONU, l’Italia si colloca al cinquantesimo posto tra gli Stati più appagati. Dalla classifica emerge che, assieme alla Grecia e alla Spagna, l’Italia è tra quelli che negli ultimi anni ha subìto il maggior calo del tasso di felicità a causa della crisi economica.
In cima alla classifica ci sono Svizzera, Islanda, Danimarca e Norvegia.




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