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20 marzo 2015

Lo Yoga della risata (autoindotta).

Una risata ci seppellirà o ci aiuterà a gestire il logorio della vita moderna?

risata_EVIDENZA

Se ne parla da quasi vent’anni, ma adesso la moda è esplosa anche da noi. Si chiama “yoga della risata” e sta spopolando. Aziende e privati cittadini ne stanno approfittando perché promette relax e divertimento e sta diventando la moda del momento nell’industria del benessere. Bene, ma di cosa accidenti si tratta?

Era il 1996 ed era un parco pubblico di Bobmbay. Il dottor Madan Kataria si è inventato questa tecnica. Il punto di partenza è stato il Pranayama, una raccolta di tecniche di respirazione indiana svilupata secoli e secoli fa. Aggiungere delle risate a queste antiche tecniche ha fatto il resto. E’ così che, da allora, il gruppo ha raccolto seimila aderenti in tutto il mondo.

Per quanto i numeri siano ridicoli, rispetto, per esempio, ai praticanti dello yoga tradizionale, la pratica sta prendendo piede. Sempre più persone, infatti, aderiscono a questa pratica giocosa e rilassante che, però non ha a che fare con clown e comici. Ma con meccanismi psicologici che portino a ridere.

L’idea, infatti è quella di giocare come se si fosse bambini. Giocando, si genera il riso che, poi, porta a rilassarsi usando le tecniche di respirazione descritte in precedenza. La cosa bella è che lo si può fare anche da soli, basta semplicemente migliorare il proprio dialogo interiore per poi scoppiare in una fragorosa risata.

Per fare questo tipo di yoga, basta avere dell’abbigliamento comodo. La cosa importante è una sola: non prendersi troppo sul serio. Grazie alle particolari modalità della pratica, infatti, l’unica cosa di cui si ha veramente bisogno è sentirsi un po’ bambini. Perché è bello, in fondo regredire un po’ e concedersi un po’ di spensieratezza. Giusto il tempo di ripararsi un po’ dal logorio della vita moderna perché, poi, c’è da ritornare in ufficio. Perché ridere è bello: ma il lavoro è lavoro.




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