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11 settembre 2014

Ice Bucket Challenge: a cosa servono le secchiate gelate sui social

Cerchiamo di capire qualcosa in più sulla nuova mania del web

ice bucket challenge

Nelle ultime settimane, è sicuramente capitato a chiunque di vedere uno tra le centinaia di video che stanno impazzando sui vari social network e su YouTube, nei quali personaggi famosi e meno famosi si fanno riprendere mentre si versano o si fanno versare addosso un secchio pieno di acqua e ghiaccio. Si chiama Ice Bucket Challenge (che in italiano potremmo tradurre come la sfida dei secchi gelati) ed è il nuovo fenomeno virale della rete, questa volta, però, per una giusta causa.

Tutti i protagonisti dei video hanno deciso di supportare con una donazione la ASL Association, che dal 1985 si occupa dei malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica, più comunemente conosciuta come SLA, una malattia degenerativa che colpisce il sistema nervoso e, poco a poco, compromette le capacità di movimento, poiché colpisce i neuroni che si occupano di questa funzione.

Le persone colpite da questa malattia perdono la capacità di camminare e di compiere altre azioni guidate dai muscoli volontari, fino a giungere nel tempo alla paralisi. Attualmente non sembra esistere una cura definitiva e l’obiettivo di questa raccolta fondi è proprio quello di portare avanti la ricerca. Ad oggi, infatti, esiste in commercio un unico farmaco, capace unicamente di rallentare gli effetti, ma non di curare.

Il primo a gelarsi per questa nobile causa, sembra essere stato Pete Frates, ex giocatore di baseball affetto dal morbo oramai da anni. Le regole prevedono che quando si viene nominati da qualcuno in video, bisogna donare cento dollari entro 24 ore all’associazione oppure bisogna filmarsi e nominare altre tre persone e così ha preso vita l’enorme catena umano-digitale di questi giorni.

Sono stati moltissimi i volti noti, tra personaggi pubblici, artisti e politici, ad aver aderito a questa causa: dal creatore di Facebook Mark Zuckerberg a Bill Gates, dal nostro primo ministro Renzi a George W. Bush. E ancora Adriano Celentano, Homer Simpson e perfino la FIAT 500.

E così, in poche settimane, il fenomeno si è diffuso a macchia d’olio e il 12 agosto è stato annunciato dall’associazione di aver ricevuto fino a quel momento ben 4 milioni di dollari di donazioni! L’effetto si fa sentire anche in Italia, dove ad occuparsi della raccolta fondi per la SLA è l’AISLA Onlus, che ha raccolto più di 1 milione di euro e punta, entro il 21 settembre, Giornata Mondiale contro la SLA, a raggiungere quota 2 milioni.

Oltre ai consensi, l’Ice Buckett Challenge ha raccolto anche molte critiche, soprattutto da chi crede che questo sia solo uno strumento nelle mani delle star per farsi pubblicità. Di certo c’è che questo episodio passerà alla storia poiché ci mostra il lato utile del sistema virale che si può generare tramite i social network.




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