26 marzo 2015
Gonzo, il giornalismo in prima persona
Quando la prima persona fa irruzione nella notizia
Io penso che il gonzo journalism sia una cosa meravigliosa. Questo è un attacco di un pezzo, di un articolo, scritto secondo i dettami di questa tendenza giornalistica. Il Gonzo journalism è una delle tante tendenze di quella che fu un’età dell’oro per la carta stampata statunitense: il periodo a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Un momento in cui qualsiasi cosa, ivi compreso mandare l’uomo sulla Luna era possibile.
Eppure, credo, quel periodo ha lasciato una sua eredità. Il new journalism, l’idea di mescolare idee e opinioni, era una tra quelle più in voga ed è in questo ambito che nasce il gonzo journalism. Sulle origini del nome ci sono delle controversie piuttosto accanite. C’è chi la vede in uno standard del blues, chi nel gergo delle gang di Chicago o chi (e sono i più accreditati) pensa che nasca dal termine “gonzo” con cui gli irlandesi di Boston definivano quelli che bevevano fino a tarda notte.
Il primo articolo scritto con questa tecnica è stato scritto da Hunter S. Thompson, nel 1970. Il pezzo parlava del Kentucky Derby e della depravazione e della decadenza che lo circondavano. Noi italiani potremmo dire sulla linea di Gianni Brera, anche se i più avveduti conoscono le differenti premesse che sottintendono il giornalismo anglosassone rispeto al nostro.
Comunque la vogliamo mettere, da allora il gonzo è stato accostato a qualsiasi cosa. C’è stata, due anni fa circa, una vera e propria inflazione del termine che è stato accostato anche al marketing. Ecco, sinceramente, penso che questa terminologia abbia perso di valore. Eppure, i fatti mi smentiscono, dato che assistiamo ad una vera e propria revanche, quantomeno, di questa tecnica.
Infatti, con la nascita del citizen journalism, dal 2006, a mio modo di vedere, cioé dalla nascita di Youtube, in avanti, il punto di vista, l’”io” è diventato sempre più importanti. Ecco che tutti siamo un po’ dei giornalisti gonzi che vedono e interpretano in tempo reale la realtà.