07 agosto 2016
Il cervello delle persone sovrappeso invecchia 10 anni prima rispetto alla media.
E' quanto emerge da uno studio effettuato dalle Università di Cambridge e Yale.
Le Università di Cambridge e Yale hanno pubblicato uno studio in cui emerge che il cervello delle persone obese o sovrappeso appare invecchiato di 10 anni rispetto a quello dei coetanei normopeso.
La differenza si vede, in particolare, nella sostanza bianca, l’insieme di fasci di fibre nervose che collegano le varie aree cerebrali, il volume dei quali diminuisce con l’età, nelle persone di tutte le taglie.
Il campione su cui è stata effettuata la scansione celebrale è stata di 246 persone normopeso e 227 soggetti obesi o sovrappeso tra i 20 e gli 87 anni. Lo studio ha evidenziato che, all’età di 37 anni – quando inizia la riduzione del volume dei fasci di fibre nervose – la sostanza bianca dei secondi appare più sottile di quella dei primi. La differenza è massima ai 40 anni per poi stabilizzarsi su uno scarto corrispondente a 10 anni di “vecchiaia” in più, per gli obesi.
Occorre però fare una precisazione: l’assottigliamento di sostanza bianca non ha comportato alcun calo nelle prestazioni cognitive, per le persone sovrappeso (il cui QI risultava infatti in linea con quello dei coetanei magri).
Occorrerà anche chiarire il rapporto tra questa correlazione e l’insorgenza di malattie neurodegenerative. Se la relazione tra demenze e obesità è da sempre controversa, tra gli stili di vita che proteggono dall’invecchiamento cerebrale ci sono senz’altro un’alimentazione sana e una vita attiva.