27 aprile 2016
Bugie e tradimenti: la vita sui social diventa prova in tribunale.
Facebook è il nuovo protagonista nei tribunali italiani.
Nelle aule dei tribunali italiani c’è un nuovo protagonista: Facebook. Il noto social network sta rivoluzionando il modo in cui vengono raccolte le prove, in particolare nella cause tra coniugi. Il motivo è semplice: sempre più persone sui social raccontano la loro vita senza nessuna preoccupazione per le più elementari regole di tutela della privacy e questa abitudine spesso diventa un vero e proprio boomerang.
Le storie eclatanti di persone che vengono smascherate grazie alle prove raccolte sui social sono sempre più comuni. Padri che si rifiutano di pagare l’assegno di mantenimento all’ex coniuge che postano foto dei viaggi e dei ristoranti in cui vanno. Persone che si dimenticano di disattivare la geolocalizzazione e tradiscono l’abituale frequentazione di luoghi in cui non dovrebbero stare. Donne che dichiarano di essere madri premurose e attente e sui social svelano abitudini e comportamenti discutibili.
I social ormai sono diventati il principale serbatoio di informazioni per gli avvocati dirvozisti. Molti di loro sono diventati dei veri e propri esperti in materia, sanno cosa cercare e come consigliare i propri clienti a fare altrettanto.
I trucchi del mestiere non mancano. Per esempio per imbrogliare i più attenti alla privacy che rendono il loro profilo visibile sono agli amici, gli avvocati spesso creano falsi profili di donne provocanti e/o uomini fascinosi e chiedono l’amicizia che raramente viene rifitutata. Un vero e proprio cavallo di troia per accedere a post, foto e video utili poi davanti ai giudici.
I trucchi del mestiere non mancano. Per esempio per imbrogliare i più attenti alla privacy che rendono il loro profilo visibile sono agli amici, gli avvocati spesso creano falsi profili di donne provocanti e/o uomini fascinosi e chiedono l’amicizia che raramente viene rifitutata. Un vero e proprio cavallo di troia per accedere a post, foto e video utili poi davanti ai giudici.