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07 marzo 2017

Braccialetto anti stalking anche in Italia? Che cos’è e come funziona.

Attivo in Spagna già dal 2009, ha dato ottimi risultati.

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Un braccialetto anti stalking, per tenere sotto controllo chi è indagato o accusato di molestie sulle donne, ed evitare che le minacce si trasformino in atti concreti.
Il braccialetto è già in uso in Spagna dal 2009, e ha azzerato in Spagna i femminicidi commessi da persone accusate o indagate per stalking.

Il funzionamento è abbastanza semplice. La persona sottoposta a controllo elettronico, oltre ad indossare il braccialetto, ha l’obbligo di portare con sè anche un dispositivo GPS  entrambi dotati di un sistema di allarme in caso di manomissione. I dispositivi permettono di tracciare costantemente la posizione del molestatore e notificano immediatamente al Centro di controllo la violazione di una delle zone di sicurezza attorno alla vittima. Esiste inoltre la possibilità di contattare la persona in regime interdittivo per verificarne le intenzioni e dissuaderla.
La donna, d’altro canto, è dotata di un dispositivo portatile nel quale è presente un bottone di allarme che attiva anche la chiamata diretta con l’operatore. La possibilità di verificare la localizzazione GPS è opzionale.

Ora, l’idea, è quello di proporlo anche in Italia, dove il 16% delle donne è vittima di stalking. Il tutto nella consapevolezza che in Italia quando si parla di braccialetto elettronico il pensiero corre a precedenti polemiche sui costi esorbitanti (per lo Stato) delle convenzioni strette con le compagnie telefoniche.
Strumenti tecnologici di questo tipo avrebbero comunque il vantaggio, almeno nei casi meno gravi, di evitare il carcere, un’esperienza che poche volte riesce a recuperare l’uomo e ad evitare azioni recidive.




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