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15 giugno 2015

La mitica DS: i 60 anni dello “squalo”.

Ancora oggi fra le auto più amate dai collezionisti.

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Ancor oggi, a 60 anni esatti dalla sua presentazione, al Salone dell’auto di Parigi del 1955, la DS non passa inosservata grazie alla sua linea estremamente rivoluzionaria e alle soluzioni tecniche rivoluzionarie.
Poche vetture hanno saputo imporsi nella storia del design automobilistico in maniera così decisa come questa vettura, ancora oggi considerata il capolavoro della Citroen.

Se la linea della DS lascia incantati ancor oggi, facile immaginare quale sia stata la reazione del pubblico in quegli anni. Una silhouette allungata, con linee tese all’indietro, la coda corta e rastremata, le ruote posteriori carenate.
Lateralmente, la linea era molto slanciata, grazie soprattutto alla linea di cintura non molto alta, che lasciava spazio a superfici vetrate piuttosto ampie, ma anche ai passaruota posteriori semicarenati, una caratteristica stilistica già vista qualche anno prima con il lancio della 2CV e che avrebbe caratterizzato nei decenni seguenti anche molte altre vetture della Casa del “Double Chevron”.
La coda era invece caratterizzata da piccoli fari circolari che sarebbero stati sostituiti da fari rettangolari in occasione di successivi restyling. Sempre posteriormente erano molto particolari gli indicatori di direzione situati sopra i montanti posteriori, nell’angolo in alto, in corrispondenza del tetto.
Anche internamente c’erano molte novità. Il volante, per esempio, era munito di un’unica razza: questa particolare configurazione del volante nasceva da esigenze di sicurezza perché riduceva il rischio di danni alla cassa toracica del conducente in caso di forte impatto.
Il cruscotto era ad illuminazione regolabile e comprendeva tachimetro e contachilometri, ma non il contagiri. In compenso vi erano altri strumenti: l’indicatore del livello carburante, la spia dei fari, quella degli indicatori di direzione e quello di insufficiente pressione dei freni e l’orologio. Vi era un pomello per l’azionamento manuale dei tergicristalli in caso di guasto del dispositivo elettrico che li azionava automaticamente e infine una catenella, posta lato frizione, che permetteva, tirandola, di coprire con una tendina, il radiatore dal gelo notturno.

Oltre che per il suo impressionante impatto visivo, la DS era rivoluzionaria anche per molte soluzioni tecniche adottate.
Una delle principali tra queste originali soluzioni è costituita dalle sospensioni idropneumatiche (o più precisamente oleopneumatiche). Nate da dieci anni di progettazione, queste sospensioni sono a ruote indipendenti con quadrilateri e permettono di mantenere costante l’altezza da terra della vettura.

Durante la presentazione al Salone di Parigi del 1955, della nuova vettura vennero raccolti ben 80.000 ordini da parte di un pubblico assolutamente entusiasta di tante e tali innovazioni concentrate in un unico modello. Tali ordini si ebbero nonostante il non proprio economico prezzo di acquisto fissato di 940.000 franchi e con un tempo di attesa iniziale di un anno e mezzo.
Il primo modello della gamma DS, quello presentato a Parigi, fu il DS19, mosso da un’unità da 1.9 litri direttamente derivata da quella equivalente montata sulla Traction Avant, ma perfezionata in modo da erogare fino a 75 CV di potenza massima a 4500 giri/min. La velocità massima raggiungibile era di circa 140 km/h, non molti per la verità, ma dopo tutti gli investimenti per la realizzazione della vettura, non erano rimaste risorse economiche sufficienti per lo sviluppo di un nuovo motore.

Vi fu, però, chi alla DS contestava l’elevato prezzo d’acquisto, giustificato peraltro da tante innovazioni tecnologiche. Pertanto alla Citroën, per venire incontro anche a tali richieste, fu realizzata, a partire dal 1957 anche la ID, una versione semplificata ed economica della DS.

Nel 1958 la DS fu proposta anche in versione cabriolet, dando vita ad una delle più belle ed affascinanti convertibili della storia. Oggigiorno, le DS cabriolet sono molto ambite dai collezionisti e spuntano quotazioni piuttosto alte.

Nel settembre del 1965 vi fu un sensibile rinnovamento nella gamma DS: innanzitutto venne introdotta la DS21, dotata di un nuovo motore da 109 CV di potenza massima. Questo modello era anch’esso molto dotato ed annoverava tra l’altro un dispositivo in grado di adattare automaticamente l’incidenza dei fari anteriori in funzione del carico della vettura, oltre che l’indicatore di usura delle pastiglie freno anteriori e nuovi pneumatici maggiorati. La velocità massima raggiunse i 175 km/h, ponendosi ai vertici della categoria.




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