23 ottobre 2016
Hyperloop, il super treno che viaggerà fino oltre i 1000 chilometri orari all’interno di un tubo.
Anche l'Italia parteciperà alla gara con i prototipi per le sospensioni.
Hyperloop One è l’ultima impresa di Elon Musk, cofondatore della casa automobilistica statunitense Tesla, che produce auto elettriche, e anche della società aerospaziale Usa, Space X.
Da tre anni, Musk e la sua squadra stanno viaggiando per il mondo per promuovere il proprio treno a iper-alta-velocità, una sorta di capsula, come l’hanno immaginato i suoi ingegneri, che corre su un cuscino d’aria in un tubo a bassa pressione.
Sarebbe Dubai ad aprire le danze con Hyperloop: un primo test si è svolto nel deserto del Nevada e già numerosi fondi hanno apportato 160 milioni di dollari. Tra i sottoscrittori anche, fondi sovrani russi Rdif, di General Electric e delle ferrovie francesi Sncf.
Anche l’Italia parteciperà alla gara indetta dal fondatore di SpaceX Elon Musk per la costruzione del supertreno Hyperloop, ideato per viaggiare oltre i 1000 chilometri orari all’interno di un tubo.
I tre prototipi italiani per le sospensioni del futuristico treno Hyperloop promettono bene e sono stati spediti verso la California. Parteciperanno al test definitivo previsto dalla Hyperloop Pod Competition.
«È un punto di partenza che ci rende orgogliosi del tanto lavoro svolto in questi mesi», ha dichiarato all’Ansa Luca Cesaretti, presidente e co-fondatore con Andrea Parrotta di Ales Tech, la start-up che ha realizzato le sospensioni. “Siamo molto soddisfatti dei primi test di laboratorio. La tecnologia funziona e ha margini di sviluppo molto interessanti”.
Ales Tech è una start-up italiana con sede operativa a Milano. Il core business è la creazione di nuovi sistemi di sospensione, dall’idea fino al prototipo.
Le sospensioni realizzate per il progetto Hyperloop sono basate su un sistema di levitazione magnetica, e sono studiate per dare il massimo comfort ai futuri passeggeri. Questo perché i moderni sistemi di levitazione magnetica, anche se riducono molto l’attrito, causano ancora troppi suoni e vibrazioni strutturali. I prototipi italiani puntano quindi ad abbassare i rumori e a stabilizzare la dinamica delle sospensioni.