29 settembre 2014
Divorzio breve: cosa cambierà per chi non si ama più
Il decreto legge proposto dal governo riduce a sei mesi la durata della pratica di divorzio, alleggerendo così il lavoro della giustizia
È in questi giorni al vaglio del governo un decreto legge che porterebbe alla riforma della giustizia civile il cui obiettivo è quello di velocizzare i tempi dei processi, diminuire il lavoro dei tribunali e smaltire la burocrazia; tra i vari punti affrontati e al centro dell’attenzione, soprattutto l’introduzione del divorzio breve. Secondo dati Istat del 2013, vi sono stati, nel 2011 circa 88.797 separazioni e 53.806 divorzi; tantissime cause che impiegano, in media, dai tre ai sei anni per essere concluse, e che, certamente, rallentano i tempi complessivi della giustizia. Cosa accadrà, quindi, se il progetto di legge verrà approvato definitivamente?
Attualmente per poter raggiungere il divorzio è necessario passare attraverso un complesso iter burocratico che prevede prima un’udienza in tribunale seguita da tre anni di separazione, dopo i quali si giunge al definitivo scioglimento del vincolo matrimoniale.
Nel caso in cui la legge venisse approvata i tempi si ridurrebbero drasticamente; in assenza di figli minori o portatori di handicap, sono previsti sei mesi di attesa per la separazione consensuale e dodici se la richiesta viene presentata non di comune accordo, ma solo da uno dei due coniugi. Sarà possibile, in pratica, evitare di passare attraverso un tribunale, affrontare lunghe cause raggiungendo un accordo attraverso la negoziazione assistita di un legale. L’avvocato sarò tenuto a trasmettere entro 10 giorni all’Ufficiale di Stato una copia dell’accordo raggiunto dalle parti, che condurrà al divorzio.
Vi sarà inoltre la possibilità di raggiungere un accordo in forma privata e presentarsi direttamente dinnanzi all’Ufficiale di Stato senza la mediazione degli avvocati. Proprio su questo punto vi sono dei disappunti, giacché, come sostiene anche la matrimonialista Annamaria Bernardini De Pace, senza l’assistenza di avvocati specializzati, non si può escludere l’ipotesi che uno dei due coniugi stia facendo prevalere la sua volontà attraverso forme di violenza psicologica e ciò condurrebbe a generare ulteriori problemi, invece che risolverli.
Di sicuro un divorzio non è mai un momento piacevole, ma di certo una riforma in questa direzione, che permetta alle parti interessate di risolvere in meno tempo la problematica, è utile anche all’intero sistema giudiziario che ne guadagnerà tempo da incanalare in altre cause.