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12 novembre 2015

Vi presentiamo Me: lo scooter elettrico italiano, super leggero e personalizzabile.

In vendita in Italia dalla primavera 2016.

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Me, un acronimo per Motorino elettrico con un’ idea semplice: togliere il motore termico agli scooter
Il segreto di questo nuovo oggetto che a vederlo starebbe bene anche in un salotto si nasconde nel materiale, Smc, Sheet moulding compound, ovvero un composto di resine che non presenta parti in metallo ma è in grado di rendere il telaio particolarmente resistente, elastico e, soprattutto, leggero. Il mezzo, completo di batterie, infatti pesa solamente 90 chili (contro i 150 dei competitor). «Con l’uso dell’Smc — spiega il designer che ha firmato il progetto, Sergio Mori — siamo riusciti a ottenere un prodotto in grado di svolgere la sua funzione classica di elemento portante del ciclomotore e quella di contenitore delle altre componenti meccaniche ed elettriche».

Fra ideazione, progettazione e industrializzazione ci sono voluti praticamente tre anni di lavoro. Ma a Brescia, nelle vigne della Franciacorta dove ha sede l’agenzia di comunicazione Rossa, dopo un primo giro fra gli investitori, diversi focus group sui social e l’apertura all’equity crowdfunding attraverso la cessione del 20% delle quote societarie, tutto sembra ormai pronto per il lancio sul mercato. «Per la primavera 2016 saremo nelle concessionarie, sia in Italia che all’estero, con 2.200 pezzi» assicura Veronica Franzini, presidente del gruppo Me.

Perché Me è un gruppo, composto da tre anime. «L’idea è venuta a noi di Rossa — prosegue la Franzini — perché avevamo un cliente che importava scooter elettrici dall’Asia. Posso dirlo in estrema franchezza? Brutti e pesanti. Da lì siamo partiti e abbiamo cercato di coinvolgere le persone giuste: siamo convinti il mercato ci sia per un prodotto bello, sicuro, performante ed ecologico». L’idea era quella di costruire un motorino elettrico totalmente made in Italy, sia dal punto di vista estetico che strutturale. «Abbiamo così coinvolto un’azienda cooperativa di Brescia, la Scalvenzi, che oggi realizza compattatori per rifiuti ma che è passata per una radicale trasformazione produttiva (in origine produceva mezzi agricoli), e una società di engeneering con una lunga esperienza nell’automotive, la Ved».

È nata in questo modo Me. «L’80% del processo produttivo — spiega Marco Salvi, responsabile per l’ingegnerizzazione — sta nello stampaggio delle parti dello scooter, che poi viene assemblato come un grosso Lego». Il gruppo ha finora investito nel progetto 1,5 milioni di euro e il passaggio più oneroso è stata la realizzazione degli stampi, curati da una società bergamasca. I componenti dello scooter vengono invece assemblati a Milano e, data la facilità nel montaggio (semplicissime viti a brugola), l’azienda sta studiando una serie di cover colorate e intercambiabili, proprio come quelle dei telefoni.

Dotato di una batteria al litio facilmente estraibile da sotto la sella (in questo modo in cinque ore la si può ricaricare anche in casa, se non si ha un box munito di presa elettrica), Me ha un’autonomia di 80 chilometri, che diventano dieci in più grazie al recupero di energia in frenata. Scherza Fabio Romaioli, responsabile della ricerca del gruppo: «Ci abbiamo messo anche una presa Usb, perché di solito è lo smartphone che si scarica per primo».




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